Una scelta di vita unica

MARIA TORALDO

Sono Mariasofia, una volontaria del Servizio Civile Universale, selezionata per il progetto “Caschi Bianchi per lo sviluppo sostenibile in supporto alla FAO in Ecuador e Perù”, con sede a Lima. È trascorso ormai più di un mese dalla comunicazione avvenuta sul sito del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale che ha determinato il blocco del mio e di altri progetti, a pochissimi giorni o addirittura pochissime ore dalla partenza di noi volontari.

Negli ultimi ormai quasi due anni, il Covid-19 ha stravolto le nostre vite e, personalmente, questa pandemia mi ha insegnato che, per quanto nella vita si possa pianificare, bisogna essere sempre disposti ad una certa flessibilità a causa dei cambiamenti repentini ai quali siamo soggetti. Tuttavia, la scelta di portare avanti un progetto come quello del SCU, in un periodo delicato come questo che stiamo vivendo, è stata una scelta pienamente consapevole, basata su una lunga e attenta valutazione dei rischi ai quali sarei andata incontro e dettata da motivazioni, consapevolezze e sogni che mi hanno spinta fin qui. So cosa significa trovarsi dall’altra parte del mondo durante una pandemia, perché a marzo 2020 ero in Cile. So cosa significa lasciare tutto e tutti e partire per un altro Paese, perché negli ultimi anni ho fatto questa scelta più volte.

Ho concluso il mio percorso di laurea magistrale a dicembre 2020 e ho deciso di tenere chiuse alcune porte che mi si stavano aprendo per dare priorità a quella che considero essere una scelta di vita unica: impegnarsi per un anno in un progetto di Servizio Civile Universale. L’ho fatto perché credo fermamente nei valori che sono alla base del Servizio Civile e perché sentivo che questa fosse la mia strada in questo preciso momento della mia vita.

Da febbraio ad agosto 2021 non ho fatto altro che pensare al come prepararmi al meglio per questa esperienza che avrei vissuto e, giorno dopo giorno, ho iniziato a realizzare che questa scelta stava per diventare realtà. Nonostante le difficoltà, le rinunce in ambito professionale, come un posto di lavoro in Sicilia, e in ambito privato, sotto tutti i punti di vista, non vedevo l’ora di mettermi in gioco e mettere il 100% di me stessa al servizio del nostro Paese per contribuire al raggiungimento di obiettivi di cooperazione internazionale.

Con questi presupposti, vorrei provare a rendere l’idea di quanto la mancata partenza sia stata per me una grandissima fonte di disagio, frustrazione e impotenza, a causa di una scelta che abbiamo dovuto subire. Sono stati tanti i danni economici, psicologici, personali e familiari, e una sola lettera non potrebbe racchiuderli tutti. Dopo aver ricevuto la notizia alcuni paesi, tra cui il Perù, sono stati parzialmente “sbloccati”, ho vissuto un attimo di sollievo. Tuttavia, subito dopo sono ripiombata in uno stato di agitazione e incertezza a causa dei tantissimi dubbi che ancora restano irrisolti circa la data di partenza.

Spero vivamente di poter ricevere al più presto notizie certe e positive che mettano fine a questa situazione in bilico e mi permettano, sebbene in ritardo, di vivere questa preziosissima esperienza.

Mariasofia Toraldo Casco Bianco FOCSIV Perù, in attesa di partire

#sbloccoSCUestero

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