#sblocco SCU in numeri

fine#sbloccoSCUestero_final

13 agosto La circolare del Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale ha interdetto le partenze dei volontari per 19 paesi esteri.

216 volontari FOCSIV in totale erano destinati ai paesi interessati da blocco delle partenze SCU

52 i volontari che, al momento della pubblicazione della circolare, erano già nelle loro sedi di servizio, all’estero ed avevano iniziato a svolgere regolarmente le loro attività.

164 volontari sono rimasti in attesa di sapere se sarebbero mai riusciti a partire per i loro paesi di destinazione

58 volontari sono stati “sbloccati” e dunque autorizzati alla partenza dalla circolare del 23 settembre

a tutti i 106 volontari rimanenti, siamo riusciti a fare una proposta di ricollocamento, ma 40 volontari hanno preferito interrompere il servizio a causa del blocco SCU estero mentre 66 volontari sono stati inseriti in diverse sedi, diversi paesi, diversi enti dell’Aggregazione SC FOCSIV e potranno finalmente svolgere il loro servizio civile all’estero.

51 le testimonianze dei volontari, che abbiamo raccolto in questo periodo, in attesa di conoscere il loro futuro e dei loro compagni che oltreoceano spesso erano in servizio nelle medesime realtà che ai colleghi venivano interdette. Le testimonianze sono state raccolte all’interno nella campagna #sbloccoSCUestero promossa da FOCSIV sui social e sul blog scn.focsv.it per sensibilizzare sulla situazione paradossale in cui gli operatori SCU e i loro enti si sono trovati a vivere.

La Presidente della FOCSIV, Ivana Borsotto, afferma che “dobbiamo ringraziare i giovani che, in un momento di grossa instabilità ed incertezza, hanno pazientemente aspettato lo sblocco delle partenze o il ricollocamento in altri Paesi o deciso di interrompere, per quest’anno, il servizio civile con la speranza di potersi riproporre nel prossimo bando.

Una prova di grande maturità che riafferma l’immagine di un volontario SCU all’estero dal profilo compente, formato, preparato e consapevole rispetto ai contesti scelti per svolgere il suo servizio. Prova della loro motivazione a rappresentare il valore istituzionale del servizio civile e la parte migliore della nostra Italia nel mondo. Una prova di grande responsabilità anche degli Enti aderenti all’Aggregazione Servizio civile della FOCSIV, che hanno lavorato intensamente per identificare nuove opportunità dove ricollocare i giovani che erano stati “bloccati”.

Ma non possiamo che rinnovare la richiesta d’incontro alla ministra Dadone, già avanzata nei giorni scorsi dalla CNESC, dal Forum Nazionale del Servizio Civile e dalla Rappresentanza dei giovani in Servizio Civile, per affrontare strutturalmente il nodo della sicurezza, che se non risolto chiaramente rischia di far morire il Servizio Civile fuori dall’ambito UE, una delle poche esperienze di costruzione dal basso della pace, della democrazia e della difesa dei diritti umani di cui dovremmo essere fieri”.

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