Dove sei felice, lì c’è casa

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(Sara si fa paziente per mostrare agli Agenti Comunitari di Salute le tecniche da applicare)

Cusco oltre ad essere un centro culturale e storico di grande interesse, è anche una città piena di vita; lo dimostra la presenza di un turismo sempre maggiore che si è riattivato proprio negli ultimi mesi. La gente è molto disponibile e gentile, più di una volta mi è capitato di non sapere a che fermata del bus scendere e c’è sempre stato qualcuno che mi ha aiutata. Come in qualsiasi grande città bisogna sempre stare attenti; in questo mese, però, non ho mai percepito un senso di disagio o pericolo. Inoltre, la sera, fuori dai ristoranti o dai bar, ci sono sempre dei taxi certificati, facilmente riconoscibili.

La mia casa non si trova in centro ma a “la rapa”, uno dei quartieri più sicuri in assoluto di tutta Cusco. Io e i miei compagni di servizio civile dobbiamo rispettare il regolamento della casa che, unito alle misure di sicurezza prese dalla associazione (come ad esempio delle telecamere nel complesso in cui stiamo o le mura che ci circondano) fanno si che la percezione positiva che abbiamo in termini di sicurezza si rafforzi giorno dopo giorno. La giornata inizia più tardi rispetto all’Italia, si vive il piacere della convivialità e della musica. Le persone sono molto più aperte e disponibili ma sempre rispettose dei tuoi spazi, soprattutto ora con l’arrivo del Covid.

È cambiato tutto rispetto al 2019? Questo virus ci ha imposto delle restrizioni sociali non facili. Anche qui a Cusco le regole sono limitative: doppia mascherina e visore facciale per gli autobus, i centri commerciali e i mercati, mascherina chirurgica obbligatoria all’aperto e coprifuoco a mezzanotte. È innegabile che c’è una pandemia in corso, ma le norme vengono rispettare, questo ci da modo di poter uscire in tranquillità, cercando sempre luoghi con spazi all’aperto.

Da quando sono arrivata mi sono resa conto che le porzioni di cibo sono il triplo o il quadruplo di quelle italiane e, da buona forchetta quale sono, sto assaggiando tutto. Per questo motivo mi sono iscritta a un corso di CrossFit , in una palestra vicino a casa. Con i miei compagni ho iniziato andare a correre lungo il quartiere senza percepire alcun tipo di minaccia. Ci sono cani randagi, però sono molto docili e sostanzialmente ti ignorano, ovviamente se non li si disturba; onestamente mi piace vederli in giro perché mi ricordano il mio cane in Italia di cui ho molta nostalgia.

Il mio Golden Retriever non è l’unica cosa di cui sento la mancanza, ma vivendo qua mi sto rendendo conto che posso già chiamare questo posto casa. Citando un proverbio tibetano “là dove sei felice, sei a casa”.

Sara Bresciani, Casco Bianco con Apurimac a Cusco, Perù.

#sbloccoSCUestero

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