Women at work

Coriandolo, polvere, legno, lubrificante per motori, carne fritta, bevande calde e pastose, autisti spericolati, la maestosità delle Ande…Provo a mettere giù le sensazioni, i sapori e gli odori che la prima trasferta in comunità mi ha lasciato dentro.

Si è concluso questo primo mese di servizio e fino al giorno della partenza per Santo Tomàs (Chumbivilcas, regione di Cusco) non avevo realizzato, processato e digerito il fatto di trovarmi dall’altra parte del mondo, in un Paese pieno di bellezza e contraddizioni.

Io ed Eleonora, la mia splendida compagna di avventure, arriviamo il sabato notte dopo un viaggio di 6 ore che è stato, come dire… decisamente turbolento. Il giorno dopo un sole cocente, come solo a 3600 m s.l.m. può essere, ci dà il benvenuto in questo paesone andino: le strade sono invase da banchetti di frutta e verdura, da carretti ambulanti che emanano gli odori più disparati, da mototaxi variopinti coperti da teli di plastica decorati dal logo di Batman, dal coniglio di Playboy, dall’immagine di qualche a-me-sconosciuta Vergine che protegge il guidatore.

Siamo le uniche “gringas” del paese e questo ci viene ricordato dalle risate dei bambini, dai saluti spontanei di alcuni e dagli sguardi diffidenti di altri. È una sensazione che, vivendo a Cusco, città giornalmente gremita di turisti, ancora non avevo provato. Con la consapevolezza che ovunque andremo avremo gli occhi addosso, iniziamo ad accordarci con le nostre colleghe del Centro Andino De Educaciòn y Promociòn sulle attività della settimana: somministrare i questionari di valutazione del progetto “Empoderamiento de las niñas”, che ha visto la partecipazione degli studenti di primaria e secondaria, dei loro genitori e dei docenti a lezioni interattive su  violenza di genere, mascolinità, sessualità e salute.

Per 3 Soles un mototaxi ruggente ci fa passare attraverso strade sterrate e polverose e ci conduce presso le scuole rurali di Santo Tomàs, dove le risa e gli sguardi curiosissimi dei bambini ci accompagnano finché non entriamo in aula a presentare il nostro mini-progetto parallelo.

Stiamo coinvolgendo le scuole nella “One Billion Rising”, la campagna internazionale contro la violenza di genere che, ogni 14 Febbraio, vede un miliardo di persone alzarsi in piedi e ballare la stessa coreografia. La nostra idea è creare un evento associato a questa campagna e filmare i ragazzi che ballano; in seguito, pubblicheremo il video sulla pagina ufficiale dell’evento di modo che anche Santo Tomàs possa annoverarsi tra le comunità che hanno deciso di partecipare. I ragazzi  rispondono entusiasti e iniziamo ad organizzare i gruppi e le ore di danza.

Se prima di partire mi avessero detto che avrei fatto la parte dell’insegnante di ballo non ci avrei mai creduto! Anche questa esperienza rientra nel mio percorso conoscitivo ed evolutivo e cerco di goderne il più possibile.

Al ritorno a piedi verso l’asfaltato centro cittadino più di una volta mi sono guardata intorno: il cielo azzurro splendente, le montagne color ocra arse dal sole,  strade e case in perenne cantiere, una musica allegra diffusa dalle radioline portatili degli operai e la mia avidità di saperne sempre di più: tutte queste emozioni, sensazioni, puzze e sapori mi riempiono gli occhi e il cuore, convincendomi che la strada intrapresa, seppur anch’essa in costruzione, è quella giusta.

Domenica: vista dall'ufficio.
Domenica: vista dall’ufficio.
Colegio Mixto sullo sfondo, passaggio di una manifestazione contro la violenza sulle donne
Colegio Mixto sullo sfondo, passaggio di una manifestazione contro la violenza sulle donne

 


One comment

  1. Grazie. Mi hai riportato alle mie prime sensazioni africane. Mi hanno portato a viverle per quasi trent’anni. Vivile intensamente. Ti auguro di amarle come io le ho amate e le amo. Auguri

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