Vi svelo un segreto..

Molte persone si trasferiscono all’estero per brevi o lunghi periodi di tempo, pochi possono dire di averci vissuto veramente.image001

Essere qui, in Perù, o meglio dire nella foresta amazzonica centro-peruviana di Satipo, ufficialmente in veste di volontaria servizio civilista, non determina molto della mia persona se non l’aggiunta di uno dei tanti appellativi alla mia presentazione: “Buongiorno, 1) sono Flavia, 2) biologa naturalista, 4) volontaria del servizio civile italiano”.

Devo ammettere la mia ignoranza e di come rimasi colpita quando scoprì cosa implicava moralmente e legalmente parlando la mia nuova posizione. Negli anni ´70 fu approvata la legge n. 772 “Norme in materia di obiezione di coscienza” che permetteva di poter scegliere un’alternativa al servizio militare. Alla fine degli anni ’90 l’obiezione, dove la leva ancora era obbligatoria, diventa un diritto ufficiale dei cittadini e viene istituito un Fondo Nazionale in cui confluiscono le donazioni pubbliche e private gestite dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Negli anni il tutto si è raffinato con la promulgazione di nuove leggi che miglioravano il contenuto corposo di questo risultato ottenuto da anni di lotte che hanno visto uomini e donne perdere il proprio compagno, o figlio, così come coloro che sono stati costretti ad imbracciare armi nonostante avessero ideali pacifisti. I progetti attivi a cui si può applicare ai giorni nostri sono dei più svariati: dai lavori di raccolta, potatura e cernita nelle coltivazioni in cima alle Ande, all’organizzazione di eventi culturali cinematografici o lezioni di ballo hip hop nelle periferie di Lima, allo studio degli impatti ambientali e degli effetti del cambiamento climatico in Amazzonia, alle attività di inserimento di rifugiati in zone di frontiera in Ecuador fino ai doposcuola in comunità Masai a Nairobi..la lista sembra interminabile, e di fatto nessuno è arrivato a conoscerne la fine. Qualsiasi progetto si scelga si parla di esperienza civica, sociale, culturale e professionale per mettere in pratica principi di solidarietà, cooperazione e assistenza; proprio come diceva il saggio Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Bene, detto questo la scelta di essere una cittadina attiva nasce ben più in profondità della semplice firma di un contratto.image003

Nonostante ci sarebbero molte cose da dire riguardo la mia collaborazione con il CAAAP (Centro Amazónico de Antropología y Aplicación Práctica) che occupa l’80% del mio tempo in attività di ricerca partecipativa con comunità native amazzoniche, quando la gente mi chiede cosa io stia facendo quasi non parlo di “lavoro”. Nulla mi ha dato tanta vitalità e tanta conoscenza come conversare nella piazza (per lo più ascoltare, quasi mai trovo spazio di parola) al crepuscolo con gli anziani ormai soli; giocare con i bambini delle comunità native nel fine settimana assaggiando qualsiasi bacca che mi davano con le loro manine fangose-mai hanno rifiutato quello che io offrivo loro; barattare pizza al mercato in cambio di frutta e verdura fresca; condividere racconti e leggende degli spiriti del monte ed accettare sempre qualsiasi pazza proposta (fu così che mi accertai dell’esistenza del mio angelo custode). Sono una mente scientifica anomala, per me la sola analisi quantitativa è priva di significato, l’osservazione naturalistica e l’etnografia ne sono una dimostrazione.

I due milioni di elementi di cui sono composti gli occhi catturano qualsiasi immagine che incontriamo nel nostro cammino, quindi non regge la scusa del “non avevo visto quel bambino denutrito in strada”, “non avevo visto quella montagna di rifiuti abbandonati sotto il ponte”… è compito del cervello, se e come, elaborare queste informazioni e passare all’azione!

Il regalo più bello che ho ricevuto quest’anno è stato la fiducia, vedermi aprire le porte di umili case abbracciando le stesse persone con cui respiravo l’odore di coriandolo, plátano fritto e yuca alla brace, bevendo masato ed innamorandomi pian piano, senza rendermene conto, di ciò che loro amano.

Il mio invito è: “Siate cittadini attivi, e prima ancora pro-attivi, sfruttate tutte le possibilità di conoscere nuove realtà per andare a dormire pensando di essere stati utili per qualcuno o qualcosa. Più lontano andrete e più vi avvicinerete alla vostre radici”.

Il segreto è realizzare che esiste un “tutto” senza gerarchie, dal granello di sabbia al presidente degli Stati Uniti, il mondo si muove per interconnessioni e se si vive la realtà si accettano le sue quattro dimensioni che nessuna scienza è in grado di categorizzare.

“Quello che il bruco chiama fine, il resto del mondo chiama farfalla”. (Lao Tze)

Flavia Napolitano – SCN in Perù con FOCSIV

 

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