Un volontario e il suo ricettario

Uno dei vanti del popolo messicano è quello di avere la cucina più buona, più ricca e più variata al mondo.  A parte la realtà che ci racconta che qui ogni tre case c’è un posto dove si vende cibo, quindi potenzialmente qualsiasi persona cucina per vendere, posso affermare senza dubbio la ricchezza culinaria di questo paese.

Sicuramente, per quanto siano diverse le cucine di tutto il mondo, c’è un procedimento generale che le accomuna. Ogni ricetta è composta da una certa quantità di ingredienti, ogni ingrediente ha la sua dose specifica; la strumentazione che si ha a disposizione;  il tempo dedicato, l’amore dedicato, i tempi di cottura e preparazione; e per finire, l’immancabile tocco, la fantasia e l’estro dello chef.

Dopo essermi messo nei panni dello chef, dopo aver sperimentato le ricette più disparate, aver cercato ingredienti e mischiandoli in tutte le salse, ho scoperto alcune prerogative che una cucina deliziosa dovrebbe portare sempre con sé.

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Gli ingredienti sono i bambini: i bambini sono il centro del progetto, sono i primi destinatari del nostro servizio. Le attività vanno indirizzate a loro, non a noi stessi, né agli altri volontari. Bisogna programmare e preparare le attività a misura di bambino, mettersi nei loro panni a al loro livello, comprendere i loro atteggiamenti, bisogna parlare la loro lingua. In qualsiasi tipo di lavoro o servizio è facile cadere nel rischio di cercare affermazioni e soddisfazioni personali, in questa realtà è molto più importante mettersi al servizio dei bambini e cercare la loro soddisfazione, la loro affermazione. Sono certo che così si riesce a giungere alle soddisfazioni personali più vere.

Il tempo e l’amore dedicato sono le energie che si decide spendere per il progetto: il progetto ha i suoi orari e suoi tempi morti, ma c’è sempre del lavoro da fare, che sia organizzativo, di programmazione, di pulizia e sistemazione, ma soprattutto i momenti informali, al di fuori dell’orario di apoyo escolar, con i bambini. Non voglio far intendere che bisogna passare 12 ore al giorno lavorando, ma posso assicurare l’immenso valore, la ricchezza dei momenti informali, del gioco, delle jam sessions musicali, del condividere un gelato, del calcio e del basket. Parti fondamentali del tempo dedicato al progetto sono, senza dubbio, la preparazione e la programmazione delle attività strutturate, insieme a una giusta dose di capacità di improvvisazione.

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Lo chef, con il suo speciale tocco, è il volontario: c’è una parola in spagnolo, actitud, che ho sempre avuto difficoltà a rendere in italiano. Si potrebbe tradurre atteggiamento, condotta.. ma, a mio parere, non rende a pieno l’idea. L’actitud positiva del volontario/chef è l’estro, il tocco speciale che lo contraddistingue. Questo tipo di qualità si caratterizza in un modo di fare allegro, scherzoso, affabile, divertente, accogliente, propositivo di approcciarsi ai nostri piccoli amici.

Oltre ad essere una strategia pedagogica molto valida, è ancor di più una pratica di vita, di relazione di estremo valore.

 

 

 

 

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