Servizio Civile: una rinascita

chiara fabbri
L’anno di servizio civile è stato per me una rinascita, una continua ricerca interiore, un susseguirsi di idee e stimoli che mi hanno portato a sentirmi ancora più creativa e a confermare a me stessa di esserlo.
Non mi sono mai sentita così un’artista come mi sento oggi, e oggi posso dirlo a voce alta! Sono orgogliosa di essere cresciuta in una famiglia umile, fiera di aver fatto per sette anni la cameriera e aver messo in pratica quello che mi ha insegnato la fatica, il lavoro. Ora tutto ha una forma, un significato.

L’anno di servizio civile oltre ad essere un anno in cui ci si deve impegnare per lavorare per la comunità, dare il meglio di se stessi al prossimo, battersi per i diritti umani, per lo sviluppo e il miglioramento sociale secondo sani principi e valori; è anche un anno in cui tu stesso ricevi ondate di amore ed emozioni, ed una chiave di lettura diversa della realtà.

Quest’anno ha rappresentato nella mia vita la mia rivoluzione personale, la mia crescita come individuo su questo pianeta. Ho avuto modo di visualizzare i miei obiettivi nella vita, di rendermi conto di cosa davvero mi rende felice, trovare tanta motivazione e mille ragioni per quello per cui mi voglio battere e lottare durante la mia esistenza.

Il servizio civile mi ha insegnato ad avere meno paura, mi ha insegnato a piangere insieme ad un compagno ed evitare le lacrime per quello che fino a ‘ieri’, per assurdo, si considera di rilevata importanza.

Il servizio civile e il contatto stretto con i bambini hanno permesso di trovare il mio equilibrio interiore su cui lavoravo da anni. Il servizio civile ha permesso a tutte le mie ferite più profonde di risanarsi, mi ha fatto scoprire il modo di sentirmi viva e di condividere questa condizione; di sentirmi grata alla vita, di accettare e accogliere situazioni di vita di persone fino all’anno scorso a me sconosciute.
Il servizio civile mi ha fatto toccare con mano l’essenza del sentirsi umani insieme che cercavo da lungo tempo e che non avevo mai trovato concretamente prima. Il servizio civile mi ha permesso di vivere un anno pieno di solidarietà, collaborazione, complicità.

Il servizio civile ha fatto sì di realizzare il sogno di tutti i miei sogni: partire come volontaria, sentirmi in ogni azione volontaria e superare tutte le aspettative possibili che un sogno assoluto possa avere. E ovviamente, tornando da persona nuova, questo capitolo della mia vita rappresenta la continuazione di questo nuovo inizio, cominciato un anno fa.

Grazie ENGIM per aver dato modo a me, come a tutti di vivere questa incredibile esperienza, piena d’insegnamento e di passione; grazie per aver saputo valorizzare le qualità di ognuno e per aver aperto spiragli di luce nella vita di tanti.

Chiara Fabbri, casco bianco Engim in Ecuador

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *