Quel pezzetto di te che non conoscevi

michele

Una di quelle esperienze che ti arricchisce, che contribuisce a scoprire un pezzetto di te che non conoscevi, e che tanti altri pezzetti li crea dal nulla: per me l’anno di servizio è stato questo.

Dal 12 aprile dell’anno scorso ho avuto l’opportunità di iniziare un percorso, innanzitutto conoscitivo, culturale; l’impegno nella cooperazione, ho imparato, è prima di tutto un complesso lavoro culturale, che parte da un insieme di valori di fondo che ne rappresentano i pilastri: “colonne” di idee che accompagnano ogni iniziativa. E lungi dall’essere un semplice corredo di belle parole, un bell’esercizio retorico ma privo di sostanza, l’ancoraggio a un sistema di idee e di valori si concretizza tutti i giorni prendendo le forme di una scelta editoriale, di un posizionamento politico, ma anche, più semplicemente ma anche più tangibilmente, di un metodo di lavoro che non transige sulla centralità dell’approccio umano: perché è da lì che parte tutto, ed è sempre lì che tutto arriva e tutto ricomincia, ogni volta.

Per parte mia, ho respirato ogni giorno questo approccio, ed ho assunto in me questo metodo e anche l’insieme di idee che lo sorregge; a volte quelle idee mi hanno convinto in pieno, altre volte mi hanno lasciato perplesso.

Ho imparato a valutare la bontà di una scelta, di un risultato, di un contatto valutandolo nel lungo periodo; ho imparato a tornare sulle mie idee quando, contrariamente a ciò che pensavo, quello che avrei fatto io era esattamente la scelta sbagliata; ho imparato che quando hai tanta sostanza, la forma in cui la proponi ad occhi esterni è essa stessa sostanza, e che quindi il non saper farsi conoscere fuori dal rassicurante contesto delle ONG è una lacuna da non sottovalutare; ho imparato, ancora più di quanto immaginassi, che arrivare a incidere sul serio su un tema, e a maggior ragione sui complessi e molteplici temi di cui FOCSIV  si occupa, è un lavoro minuzioso, faticoso, fatto di imprevisti, di cambi in corsa, di scadenze da rispettare rigidamente – di solito le tue -, da altre scadenze che vengono rinviate – di solito quelle degli altri! – , di dissapori, di “metterci la testa” e rimettercela perché così non funziona; ho imparato che, quando tutto questo riesci ad assorbirlo, quando vedi un progetto partito da zero cominciare a camminare sulle gambe che tu hai contribuito a creare… ecco ho imparato che quando tutti i tasselli prendono il loro posto il puzzle che viene fuori è davvero bello.

Tante altre cose le sto ancora imparando, diciamo che le ho imparate solo parzialmente: prima fra tutte l’importanza della pianificazione e la gestione del tempo – e scadenze connesse; la cura dei nuovi contatti e il lavoro quotidiano di aggiornamento dei propri database e di quelli dell’ufficio di competenza; non concentrare l’entusiasmo solo in ciò che ti piace di più, e anzi cimentarsi di più in ciò che piace di meno – e migliorare di conseguenza…e tanto altro.

Spero, in definitiva, di aver fatto qualcosa di buono e di non aver fatto troppe cose a metà. Di certo esco da qui più consapevole, sia del valore dell’impegno nel trafficato campo del non profit sia di me stesso e dei difetti su cui lavorare, professionali e soprattutto personali: e se anche ci vorrà ancora del tempo prima di riuscire a sfidarli e sconfiggerli, quei difetti, so che grazie a questa esperienza potrò farlo a viso aperto.

Michele Focaroli

alla camera

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