Potremo comunicare un giorno?

Ti è mai capitato di voler imparare a suonare uno strumento musicale senza avere la certezza di poterlo utilizzare in futuro? Durante questo periodo di formazione, noi futuri ragazzi e ragazze del Servizio Civile alterniamo momenti di gioia pensando alla partenza, ad altri di sconforto nei quali, dando un occhio all’attuale situazione globale, la partenza sembra sempre più lontana.

Laboratorio scritturaUno dei più importanti benefici che ci vengono offerti dalle tecnologie attuali è quello di permetterci di videochiamarci e, in questo modo, sentirci vicini e uniti nonostante i chilometri che ci separano; ci viene offerta la speranza di una futura partenza all’estero ma anche quella di incontrare nuovi amici e amiche con cui condividere paure e desideri in vista di un passo tanto importante quale quello di partire per un anno all’estero. Iniziare il servizio, superare i nostri limiti, poter lavorare e condividere esperienze con popoli indigeni con entusiasmo, sono solo alcune delle motivazioni che ci legano, alimentando in noi la speranza di poter essere un giorno “ponte” tra l’Italia e le mete dei nostri progetti, di poter comunicare e condividere in prima persona la ricchezza che ci viene donata dall’esperienza del Servizio Civile.

È difficile accettare l’idea che tutto questo potrebbe non realizzarsi. Cerchiamo di restare positivi e propositivi ma non è per nulla semplice data la situazione che stiamo vivendo. Infatti, non si può negare che quello che caratterizza ed accomuna le nostre esperienze come futuri volontari in Servizio Civile è un grande punto interrogativo. In questo clima di incertezza è, però, importante riconoscere che i compagni del corso di formazione siano, forse, tra le poche persone che riescano a comprendere questi stati d’animo, vissuti in prima persona ormai da mesi. Nonostante lo sconforto, ci si trova a entusiasmarsi e coinvolgersi pur nell’incertezza di poter non partire; la creazione di bellissimi rapporti umani nonché la discussione di temi più attuali che mai, rendono questa formazione online, un prezioso tempo di condivisione.

Nel complesso, va da sé affermare che la pandemia abbia creato uno scenario inaspettato; allo stesso tempo lo sconforto e la frustrazione derivanti dal non avere certezze costituiscono elementi di unione e condivisione. Mentre restiamo in attesa di informazioni più precise e dettagliate, confidiamo nel futuro e cerchiamo di portare avanti l’ottimismo e la propositività che ci hanno spinto a fare domanda per l’estero. A volte non è semplice ma uniti ce la faremo e magari un giorno potremo comunicare con gioia la nostra esperienza diretta.

Antonio Ferramosca, Casco Bianco con OSM
Gaia Agozzino e Domenico Lena, Caschi Bianchi con CPS
Lisa Donatone, Casco Bianco con CO.P.E.

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