Peruanas

8 marzo 2017, un giorno per pensare a tutte le donne del mondo, alla strada che resta da percorrere per per arrivare a dire che sì, abbiamo tutti le stesse opportunità.
Quest’anno il mio pensiero per la giornata internazionale della donna va alle donne del Perù, del paese che mi ha accolta 4 mesi fa ancora bambina e che mi cambia un po’ ogni giorno.

In Perú le donne sono bellissime, hanno i capelli più lucidi che si siano visti e la pelle dorata; gli occhi sono pieni delle meraviglie del loro paese ma sono spesso pieni di lacrime mai piante. Molte donne del Perú hanno ben vividi nella memoria gli anni della violenza politica, gli anni dal 1980 al 2000, in cui una vera e propria guerra civile tra gruppi sovversivi di estrema sinistra e truppe governative ha causato decine di migliaia di morti e sparizioni forzate. Molte donne sono morte in questo frangente, altre hanno subito torture e violenze sessuali, molte di quelle che sono rimaste hanno perso mariti e figli e oggi sono sole a farsi carico di famiglie numerose e a cercare giustizia in uno stato che non è sempre pronto a darne; mi ritengo onorata di conoscere alcune di loro e di aver imparato molto dalle loro storie di vita.

Tra il 1990 e il 2000 altre migliaia di donne delle regioni piú povere del Perú hanno subito sterilizzazioni forzate, considerate un crimine contro l’umanità, e ancora attendono che si individuino i responsabili, che venga garantita la loro dignità.
Oggi, come nel resto del mondo, le donne peruviane vivono nella consapevolezza di non essere completamente libere di realizzare le proprie aspirazioni e di correre molti più pericoli degli uomini.

Vittime della violenza politica - Satipo
Vittime della violenza politica – Satipo

Se pensate che le ingiustizie le fermino vi sbagliate di grosso, le donne in Perú sono anche fortissime!

Penso alle mamitas della sierra e della selva che lavorano nelle loro chacras, trasportano grandi pesi in borse colorate per vendere al mercato i prodotti della terra, sono dei pilastri per le loro famiglie.

Donna della sierra dagli occhi di F. Zennaro - Caras
Donna della sierra dall’obiettivo di F. Zennaro – Caras

Penso anche alle donne come Máxima Acuña che in questi anni è il simbolo della lotta per i diritti umani dei popoli del Perú: da tempo si scontra con l’impresa che gestisce la miniera più grande del Sudamerica perché non le porti via il terreno che è la sua fonte di sostentamento. Máxima è donna, è leader e non si piega di fronte a nessuna minaccia.

Infine ricordo le donne di Lima, che possono essere anche più fortunate ma non dimenticano le loro sorelle peruanas, figlie della stessa terra. In particolare voglio parlare delle donne di CEAS -l’ONG dove lavoro- che mi guidano nel mio percorso di servizio civile e hanno sempre parole di incoraggiamento per me ma soprattutto si battono con tutti i loro mezzi perché sono stufe di vedere nel loro paese povertà e disuguaglianza.

A tutte loro auguro di non perdere l’incredibile coraggio. A me e alle mie compagne volontarie auguro di portare sempre con noi qualcosa di loro e di non dimenticare che il problema di uno è un problema per tutti… i problemi delle donne sono problemi di tutti.

lavoratrici di CEAS - Lima
lavoratrici di CEAS – Lima
Manifestazione nel centro di Lima 8 MARZO 2017
Manifestazione nel centro di Lima
8 MARZO 2017

 

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