Ogni strada porta in grembo il suo segreto

“Ogni strada porta in grembo il suo segreto”, così recita una canzone di un trio di rapper romani; niente di più vero nella zona orientale periferica di Aguascalientes, dove ogni strada e ogni quartiere, seppur limitrofi e apparentemente simili, portano con sé criticità, storie e situazioni estremamente diverse tra loro. Se una è la strada più tranquilla al mondo, la parallela può risultare completamente da evitare.

I nostri ragazzi provengono da questa realtà, conoscono benissimo le zone da frequentare e quelle da evitare, quasi immersi da una routine di vita alienante. “Che hai fatto durante il fine settimana”? – domando spesso il lunedì mattina – “Niente, ho dormito.” o “Nulla maestro, ho guardato la tele”.

Questa routine ha grandi conseguenze nelle loro vite. L’estrema paura della novità, di tutto ciò che è inesplorato, il rischio di apprendere qualcosa di nuovo, di legarsi a persone nuove, di creare dei gruppi di amici. Quello che cerchiamo di fare, nel nostro lavoro quotidiano, è cercare di dargli una coscienza di gruppo, di tendere a degli obiettivi comuni, a collaborare per creare, discutere, creare situazioni di dialogo, rispettando le individualità e le caratteristiche di ognuno. Che magnifica invenzione è la collaborazione! Se per fortuna o per puro caso, va a formare un binomio con le loro incredibili capacità manuali e la loro curiosità/sfrontatezza, il risultato è spettacolarmente assicurato!

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Penso a quanto sia difficile proporre attività per i nostri bambini e bambine che siamo motivanti, stimolanti, che gli permettano di esplorare, ma dimentico spesso di riflettere sul come proporle, come renderle appetibili, come far sì che risultino naturali e non imposte. La stessa naturalezza con cui tre sorelline, uscendo di casa molto presto, vengono a bussare alla nostra porta di casa per andare insieme alla parrocchia.

È impossibile mentire alle nostre bambine e ai nostri bambini. Conoscono alla perfezione tutti gli stati d’animo e le espressioni degli stessi; e sono i primi a farti notare se sei giù di morale o se sprizzi energia da tutti i pori e ad esserne influenzati.
L’attitudine positiva è la base scientifica per risultare appetibili, interessanti, amabili.

La citazione musicale iniziale continua con “C’è poco tempo per i sogni, qua si bada al concreto”. I sogni, caratteristici di un’età felice come l’infanzia, spesso si scontrano con la concretezza delle vite dei nostri bambini. Sognare è un diritto dei bambini, è un bisogno necessario da preservare e un augurio speciale per i nostri piccoli amici e le nostre piccole amiche.

Giuseppe Spadanuda – SCN in Messico con ENGIM

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