Natura, Caos, Lotta, Riscoperta: una settimana speciale

E’ da un po’ di tempo che non scrivevo un articolo. Per tanti motivi. Ma questa è stata una settimana speciale.

E’ stata una settimana in mezzo alla natura. Una settimana in cui ho potuto finalmente vedere il famoso Lago Rosa, che magari sarà più o meno rosa a seconda dei mesi, dei giorni e dell’ora in cui lo visiti, ma che a mio parere stupisce per tanto altro. Stupisce per le montagne di sale di un bianco splendente che puoi ammirare al suo fianco. Stupisce solo immergendo una mano nelle sue acque, che per quanto sono dense ti danno l’impressione di toccare non acqua, ma olio. Stupisce anche assaggiandola quella stessa acqua, ancor più salata – a quanto dice la nostra guida – di quella del Mar Morto .

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E’ stata una settimana in mezzo al caos senegalese. Una settimana immersi nel traffico estenuante che ti tiene pressoché fermo sulla Route Nationale di Mbour. E’ il caos del mercato, che riesci ad attraversare in un corridoio largo appena quanto una persona, lasciato libero dall’affastellarsi di bancarelle e di stuoie stese a terra con pesce, carne, verdure e spezie di ogni tipo che ti vengono offerte. E’ la trattativa estenuante con i venditori, obbligatoria per quasi ogni acquisto e che conserva persino un valore sociale, in uno scambio di battute su chi siamo, da dove veniamo, che cosa ci facciamo in Senegal e così via.

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Una settimana in cui è stata evidente la povertà del Senegal ma altrettanto evidenti sono state le iniziative per combatterla. E’ il Senegal dei talibé, ma anche dell’associazione La Maison des Enfants che già da qualche anno offre a tanti di loro l’opportunità di mangiare, di lavarsi ma anche di avere qualche ora di svago come tutti i bambini dovrebbero avere. E’ il Senegal dei rifiuti, della plastica che vedi dappertutto nelle strade, ma anche delle opere d’arte che nascono dal riutilizzo dei copertoni delle ruote delle auto. E’ il Senegal delle tante etnie ma anche della pacifica convivenza tra religioni, simboleggiata dalla figura a tratti leggendaria di Leopold Sedar Senghor, la cui casa-museo ci ricorda come riuscì, da cristiano, a divenire il primo grande presidente-poeta di una nazione al 95% musulmana.

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E’ stata, per ultimo ma non per ordine di importanza, una settimana in cui ho riscoperto le mie radici. E’ stata l’occasione per conoscere Sara e Antea, due ragazze che sfruttano le loro ferie per venire in Senegal a dare una mano proprio all’associazione La Maison des Enfants e che mi hanno ricordato che anche quando si parla di tempo libero, la scelta che ti può rendere più felice è proprio quello di donarlo agli altri. E’ stata la settimana in cui, dopo ben tre anni, ho rivisto Alessia, un’amica conosciuta durante l’università e a cui sono molto legato. Con lei, nonostante fosse passato tanto tempo e ci rivedessimo adesso a migliaia di chilometri da casa, ho rivissuto per qualche ora la stessa intesa che abbiamo sempre avuto, ed è stato incredibilmente emozionante. E’ stata, infine, la settimana in cui sono venuti a trovarmi i miei genitori, cosa di cui sono molto felice non solo perché ho avuto l’opportunità di rivederli e di passare del tempo con loro, ma perché hanno avuto loro stessi l’opportunità di vedere coi propri occhi le tante sfaccettature di questo paese. E li ringrazio molto per essere venuti a farmi visita con uno spirito avventuroso ma soprattutto con la volontà di sostenermi e di supportarmi come hanno sempre fatto in tutti questi anni.

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Come dicevo, è da un po’ di tempo che non scrivevo un articolo. Per tanti motivi. Ma questa è stata una settimana speciale.

Pietro Fantechi – SCN in Senegal con CPS

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