Miércoles: Ladies’ Night a Quito!!!

Mercoledì 20 settembre 2017. Ore 20:30. Penultimo mercoledì da servizio civiliste.

“Cosa c’è stasera per cena?” “Aspetta che controlliamo… la dispensa è quasi vuota. Ci rimangono solo 20 dollari sulla tessera del Tía (surrogato dell’Eurospin che ci sfama) fino alla fine del mese. Meglio compartir, porta la pasta.” “Aspetta, abbiamo ancora la polenta della mamma!”
Risultato: Polenta e Queso Tony (surrogato ecuadoriano del Philadelphia).

Prelibatezze ecuadoriane: polenta e queso Tony
Prelibatezze ecuadoriane: polenta e queso Tony

“Allora stasera solito tour? Prima Attik, poi Bungalow e l’after a casa di chi??” “No ragazze, domani c’è la feria (surrogato ecuadoriano di un evento benefico) e devo ancora finire di sistemare le cose”. Ed ecco che i piani saltano… la “cena” per lo meno l’abbiamo fatta.

Così, già agghindate per uscire, ci ritroviamo invece con colla e pennelli in mano.
Che la serata alternativa “art attack” abbia inizio!

Dallo scatolone saltano fuori barattoli e barattolini, gessetti colorati, cartoncini, e chi più ne ha più ne metta. Minimo comun denominatore: bio, km0 (anche se non applicabile alle distanze sudamericane), tutto rigorosamente riciclato (per i pallet ringraziamo i vicini di casa che da un anno ci sopportano, e supportano le nostre cause).

Assoldate per far quadrare tutto entro le 9:00 di domani mattina.
Il ritrovo, vuoi o non vuoi, sarà sempre alla Mariscal (che vedremo questa volta alla luce del sole).

È iniziata infatti da qualche giorno la “Semana de la movilidad humana”, evento che vuole dare visibilità al contributo che apportano alla società le persone di diverse nazionalità che vivono a Quito, attraverso la promozione delle loro attività imprenditoriali così come di intercambi culturali. Il fine è quello di sensibilizzare, responsabilizzare ed informare i cittadini riguardo la situazione delle persone in condizione migratoria, oltre a creare uno spazio di convivenza con la comunità di accoglienza. L’iniziativa nasce quindi dalla necessità di dare spazio a una fetta di popolazione spesso emarginata e dimenticata, nonostante le loro continue grida alle quali è impossibili essere sordi, siano esse mere tattiche da venditori o piuttosto proclami di esistenze che provano a fatica ad affermarsi.

A questo grande evento partecipano alcune delle associazioni per le quali prestiamo servizio assieme a persone rifugiate con le quali lavoriamo, ci confrontiamo e condividiamo la vita di tutti i giorni. Sono loro il vero motore di tutti gli eventi che sono stati organizzati quest’anno. E sono sempre loro che ci hanno riempito le scarpiere, ci hanno fatto alzare i tassi glicemici e fatto riacquistare quei chili persi grazie a parassiti, amebe e malattie tropicali, con i loro dolcetti a base di maní e dulce de leche.
Se ce l’abbiamo fatta noi a superare le barriere culturali segnate da un oceano, riusciranno i nostri eroi ecuadoriani a relazionarsi con i loro vicini di casa? Siamo fiduciose.

Ore 23:30 obiettivo semi raggiunto:
– Menu di gastronomia araba ✔
– Vasetti decorati ✔
– Foto stampate ✔
– Cartelloni dipinti ✔

In realtà la stranezza di questa serata non è stata l’aiutarci a vicenda per cause nelle quali crediamo ma che non riguardano propriamente l’ambito di lavoro di tutte noi, la vera rarità è stata rimanere a casa di MERCOLEDÌ per scrivere un articolo per il blog.

_MG_3492

¡Juntas podemos más!

E comunque abbiamo ancora mezz’ora per non pagare l’entrata… Corriamo!!

Silvia Fumagalli, UDAPT – Unión de Afectados por Texaco
Giulia Iaquinta, MISSIONE SCALABRINIANA
Gaia Petenzi, HIAS

Con la partecipazione straordinaria di Valentina Mercadante.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *