Manifestazione Achuar per il riconoscimento del suo popolo: “Se necessario, andremo alla Corte Interamericana dei Diritti Umani”

Una delegazione di indigeni Achuar, proveniente dal nord della regione di Loreto, rivendica a Lima il riconoscimento amministrativo della propria personalità giuridica come popolo, che implicherebbe molteplici vantaggi e li aiuterebbe molto nella difesa del proprio territorio dalle minacce estrattive. Giovedì 4 luglio ha organizzato una manifestazione di fronte alla Corte Costituzionale.

Davanti il Tribunale Costituzionale
Davanti al Tribunale Costituzionale

Protagonista di questa storia è il popolo Achuar del Pastaza, rappresentato dalla Federazione della Nazionalità Achuar del Perù (FENAP). Proprietario di un territorio di 800.000 ettari nella zona settentrionale della regione di Loreto (a confine con l’Ecuador), la sua delegazione è giunta a Lima per presentarsi di fronte al Tribunale Costituzionale durante la mattinata di giovedì 4 luglio 2019, in modo tale da chiedere la risoluzione delle tre azioni ancora in attesa di essere giudicate: la registrazione della personalità giuridica come popolo da parte della SUNARP (Sovraintendenza Nazionale dei Registri Pubblici); l’ordine di titolazione della proprietà del territorio integrale; la dichiarazione di nullità dei lotti petroliferi stabiliti all’interno del territorio senza la consultazione preliminare (come previsto dalla legge).

Il riconoscimento amministrativo della personalità giuridica di un popolo gli permetterebbe di esercitare vari diritti, tra cui il titolo di proprietà collettiva e la partecipazione nel Consiglio Regionale, così come di godere di vantaggi come quello di tenere una partita IVA, creare negozi bio o ricevere donazioni. “A malapena c’è un popolo in Perù che ha personalità giuridica riconosciuta. E a malapena ci sono due decreti regionali che permettono il riconoscimento della personalità giuridica  quando questo dovrebbe essere garantito per i popoli e le organizzazioni di popoli in tutto il paese”, queste le parole di Raquel Yrigoyen Fajardo, direttrice esecutiva dell’Istituto Internazionale di Diritto e Società (IIDS).

Nonostante i vari accordi internazionali (come la Convenzione 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, ILO) e l’articolo 89 della Costituzione Politica- da cui deriva direttamente la personalità giuridica delle comunità campagnole e native-, il Ministero di Cultura (MINCUL) ha presentato delle azioni di incostituzionalità contro i due decreti che avevano conferito suddetta personalità al Popolo Achuar di Pastaza. I decreti sono stati emessi dai dipartimenti di Loreto e Cajamarca e costituiscono gli unici esemplari in Perù che accreditano la personalità giuridica a un intero popolo originario e non solo a comunità frammentate. Inoltre, il Governo Regionale di Loreto, attraverso la Risoluzione Esecutiva Regionale n.253-2018-GRL-P, dichiarava tale riconoscimento al Popolo in questione e alle sue 45 comunità componenti la FENAP, e ordinava il compimento del decreto precedente (n.014-2017-GRL-CR). In questo modo, gli indigeni Achuar sono il primo popolo peruviano che ha ottenuto, in seguito a una lunga lotta, il riconoscimento di questa personalità. Tuttavia, la SUNARP e altre entità pubbliche si rifiutano di registrarlo in seguito all’opposizione del MINCUL  e delle sue azioni di incostituzionalità, fatte con l’appoggio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e assieme a PetroPerú y PeruPetro (IIDS/IILS, 2018, 2019).

Il passo preso dal MINCUL rappresenta una chiara retrocessione, la quale va a sua volta contro il principio di progressività dei diritti di Diritto Internazionale, come spiegato da Raquel Yrigoyen. Oltretutto, storicamente il riconoscimento della personalità giuridica ricade nelle competenze di diverse entità e attualmente dei governi regionali: mai quindi è stato interpellato il MINCUL, il quale avrebbe il solo compito di individuare e riconoscere i popoli indigeni attraverso una base di dati di popoli indigeni o originari. Tutto questo impedisce che altri popoli originari possano avanzare una richiesta simile davanti ai rispettivi governi.

Di fronte all’invasione delle industrie estrattive, come la petrolifera e la mineraria, così come lo sfruttamento di legname, il popolo Achuar continua a chiedere il riconoscimento del diritto alla “titolazione collettiva” del suo territorio ancestrale e integrale, comprese le correlate risorse naturali, ossia ciò che è indispensabile per la sopravvivenza stessa del popolo. La mancanza di accesso al territorio ostacola l’esercizio del diritto di questo popolo indigeno alla libera determinazione, un diritto che il governo peruviano ha il dovere di rispettare per gli accordi siglati dai vari trattati internazionali (come la sopracitata Convenzione 169 e la Dichiarazione de diritti dei popoli indigeni delle Nazioni Unite).

Durante la manifestazione di giovedì scorso, gli Achuar hanno potuto contare sul supporto di alcuni membri della ronda campagnola: “Siamo qui per lottare uniti, tutti come un pugno solo”. Hanno protestato contro la posizione dello Stato, che prosegue con la sua politica di dare nuove concessioni alle imprese per lo sfruttamento minerario e petrolifero, senza che la popolazione ottenga almeno dei vantaggi economici. Al contrario, questa – oltre a veder contaminati i suoi boschi e i suoi fiumi – continua a vivere nell’estrema povertà. Quindi, in nome di quale tipo di sviluppo si agisce? Soprattutto in virtù del fatto che alcuni lotti, come il Lotto 64, sono stati concessi senza consultazione preliminare. Creato nel 1995 senza il parere delle comunità Achuar, questo lotto è stato acquistato da varie compagnie internazionali, con conseguenze negative a livello ambientale. Dal 2014 è presente l’impresa petrolifera GeoPark, la quale- due anni dopo- ottenne l’autorizzazione statale per realizzare le attività esploratrici. Operazioni impossibili per la cilena GeoPark senza il finanziamento delle istituzioni finanziarie statunitensi come JPMorgan Chase e BlackRock (Servindi, 2018).

Delegazione del popolo achuar- FENAP
Delegazione del popolo achuar- FENAP

Non solo i diritti del popolo Achuar di Pastaza sono in pericolo, in gioco ci sono anche i rischi ambientali e finanziari. Il presidente di FENAP, Nelton Yankur Antich, ha concluso: “Noi abbiamo confidato nella giustizia, per ancora non abbiamo risposta e per questo stiamo procedendo con questa manifestazione: affinché il Tribunale Costituzionale prenda in considerazione il nostro caso. Se così non fosse, saremo obbligati ad adottare altre misure, come quella di ricorrere alla Corte Interamericana dei Diritti umani”.

Manifestazione con e per il popolo Achuar
Manifestazione con e per il popolo Achuar

Debora, Casco Bianco FOCSIV in Perù

 

Note:

DELEGAZIONE DEL POPOLO ACHUAR DI PASTAZA-FENAP:

Nelton Yankur Antich (Presidente de FENAP)

Yarangkas Pantai Use (Vicepresidente de FENAP)

José Yampis Chumpi Yampis

Jeremias Jiyukam Semu

Puwanch Kintui Antich

Wampiu Tiinch Yampis

 

Fonti:

Dichiarazioni varie durante la manifestazione del giorno 04/07/ 2019 da parte della delegazione del Popolo Achuar di Pastaza- FENAP e di Raquel Yrigoyen Fajardo (direttrice esecutiva del IIDS)

IIDS/IILS (2019), ‘Delegación del Pueblo Achuar del Pastaza hará Plantón ante el Tribunal Constitucional el 4 de julio’, disponible en https://alertanetiids.lamula.pe/2019/07/03/delegacion-del-pueblo-achuar-del-pastaza-hara-planton-ante-el-tribunal-constitucional-el-4-de-julio/alertanet/ (consultado el 04.07.2019)

IIDS/IILS (2018), ‘MINCUL contra reconocimiento de personalidad juridica de pueblos originarios’, disponible en https://alertanetiids.lamula.pe/2018/07/26/mincul-contra-reconocimiento-de-personalidad-juridica-de-pueblos-originarios/alertanet/ (consultado el 04.07.2019)

Resolución Ejecutiva Regional n.253-2018-GRL-P, disponible en https://www.derechoysociedad.org/IIDS/Documentos/2018/Resolucion_Ejecutiva_Regional_253-2018-PI.pdf (consultado el 04.07.2019)

Servindi (2018), ‘Pueblo Achuar reafirma rechazo a GeoPark en su territorio ancestral’, disponible en https://www.servindi.org/29/07/2018/pueblo-achuar-rechaza-ingreso-de-geopark-su-territorio-ancestral (consultado el 04.07.2019)

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