Mande, para servirles!

“Mande”, una parola che, per mesi, non ha avuto  nessun significato per me, qui, in Messico. Una parola che sentivo pronunciare da tutti, bambini, adolescenti, volontari e amici messicani. Quando non capiscono qualcosa, dicono “mande” che sarebbe come il nostro “che?”. Durante tutto questo tempo non sono mai riuscita a dirlo e meno male!

“Mande”deriva dal verbo “mandar” che significa “comandare”, dunque mande o mándeme significa “comandami”, sono qui per servirti. Questa parola rispecchia molto le persone e la societá di Aguascalientes.

La maggior parte é abituata ad essere comandata, ad eseguire gli ordini. Per vedere in grande, la cittá é industriale e comandano le multinazionali come  la Nissan, che sfruttano i lavoratori, pagandoli pochissimo e facendoli lavorare moltissime ore.

Dal punto di vista delle persone, molte poche prendono l’iniziativa. I giovani non hanno speranze, o se le hanno, non fanno niente per vederle realizzate. I bambini, che hanno una creativitá immensa, crescono in un ambiente che li reprime. Molti devono farsi carico dei loro fratellini, devono essere indipendenti giá a otto anni e molti sono davvero lasciati a loro stessi, quando invece avrebbero bisogno di qualcuno che si preoccupi per loro.

Dare loro amore, affetto, speranze, obiettivi e aiutarli a capire che loro ce la possono fare é stato il nostro compito principale come volontari in questa comunitá.
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Ma quanto é difficile cambiare la loro mentalitá se non possiamo neanche immaginare cosa sente Angel (9 anni) che lasciato dai genitori, vive con la nonna, ed ha provato a suicidarsi due volte davanti al cuginetto di 3 anni? Come possiamo sentire il dolore di Jackeline (8 anni)  che viene picchiata dal padre e deve difendere i suoi 3 fratellini piú piccoli e vedere la madre (giovanissima) dover sopportare un uomo che la umilia e le fa del male psicologicamente e mentalmente? E cosa puoi fare davanti aPalomita (5 anni) che viene violata sessualmente da un amico dello zio? articuloMolte donne sono sole, abbandonate dai padri dei loro figli, oppure hanno una coppia peró la “sopportano”e si fanno comandare come se fossero serve solo perché porta a casa soldi per riuscire a mangiare. Poche sono le famiglie armoniose. La donna si sacrifica tantissimo ed é vista quasi come un oggetto. Per esempio, non mancano mai i “piropos” per la strada, come se gli uomini avessero il diritto di giudicare il nostro corpo e di vederlo come oggetto da usare per il loro piacere.  Una bambina di 8 anni mi ha raccontato che nella sua scuola i bambini giocano a “violare” le bambine, ovvero le toccano le parti intime. Non c’é rispetto!! Una persona deve essere l’unica a decidere sul proprio corpo. L’uomo si dá la libertá di fare questo per sentirsi potente e superiore.

Dunque, tornando al “mande”, spero che i “miei” bambini non si lascino trasportare dal futuro che sembra giá scritto per loro. Spero che abbiano visto in noi qualcosa che li abbia resi sicuri di loro stessi e capaci di arrivare dove vogliono, senza dover essere comandati.

 

 

 

 

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