Lezioni di internet per una futura amica di penna

Telmith alle prese col Pc, mentre risponde ad un'amica e le spiega che ha da fare, che sta imparando a usare internet
Telmith alle prese col Pc, mentre risponde ad un’amica e le spiega che ha da fare, che sta imparando a usare internet
A Yurimaguas, nella selva peruviana, non ci sono molte distrazioni quindi uno si deve un pó inventare il modo di occupare il tempo ed io quest’anno il mio tempo l’ho occupato conoscendo tutti coloro che me ne dessero l’opportunitá.
Giravo a piedi, mi fermavo per un caffé ed attaccavo bottone. Durante questi tentativi ho incrociato sulla mia strada Telmith. L’ho conosciuta nel bar che gestisce, che poi é anche casa sua. Pali di legno per muri e pannelli di metallo grezzo sul tetto .. una classica casa moderna della selva che come funzione principale ha quella di riparare dal sole e dalla pioggia visto che il freddo qui é percepito come tale quando la temperatura scende sotto i 25 gradi ( e succede proprio poche volte! ) … sul retro della casa una sorta di orto da cui raccogliere ció che serve.
Telmith, una donna del campo che vive in città da piú di vent’anni ma che non ha mai smesso di vivere nel campo. Le mani ruvide rovinate dal lavoro all’orto e dai tanti bicchieri e piatti lavati. Una piccola donna dalle braccia forti e dal cuore grande.
Semplice, sincera, spiritosa e premurosa.
Da quando l’ho conosciuta ci ho trascorso molto tempo. Durante le nostre conversazioni lei mi chiedeva del mondo, di come funzionano le cose… con la curiosita di una bambina.. e alle volte le sue domande erano tanto profondamente elementari nella loro complessità che io non potevo che rimanere sorpreso.. tipo “ma quindi Dio non esiste?” come mi chiese una volta .. e tu cosa ti inventi per rispondere!?

Un giorno arriviamo alla fatitica domanda.. e come faccio  a chiamarti quando sei tornato in Italia?

Ed io ingenuamente le risposi: facile, ti insegno a usare internet!
Bella Telmith, apprensiva come una nonna quando vede che sei ancora a metá dei 3 etti di pasta che ti ha messo nel piatto.. dal giorno in cui le ho detto che a ottobre sarei ritornato in Italia ogni volta che non mi faccio sentire per piú di una settimana lei mi chiama e mi dice preoccupata.. “yo de repente pensaba: Francesco ya se ha ido” (pensavo : Francesco se n’é giá andato)..
Da quel fatitico giorno di marzo in cui le promisi di introdurla al mondo del web i giorni sono praticamente volati.. fino ad arrivare ad un sabato di fine agosto. Mi resi conto che mancava poco piú di un mese al mio ritorno in Italia e cosí la chiamai e le chiesi cosa avesse da fare il giorno seguente. Io sapevo che lei era sempre occupata a casa tra la cucina, le pulizie e soprattutto Watson, il marito che per aver trascurato i problemi agli occhi sta diventando praticamente cieco.
Riuscii a convincerla, lei capí che era il momento giusto.
Cosí la domenica mattina andai a trovarla e le diedi appuntamento per le 12h al bar di Patricia, un locale di due piani affacciato sul fiume Huallaga, che la mia amica, professoressa di arte, ha riempito con opere sue e dei suoi amici e con pezzi di artigianato che rappresentano la cultura amazzonica di questa città.
vista del Bar di Patricia, lo "Yacuruna RestoBar" di Yurimaguas
vista del Bar di Patricia, lo “Yacuruna RestoBar” di Yurimaguas
altra vista del Bar di Patricia, lo "Yacuruna RestoBar" di Yurimaguas
altra vista del Bar di Patricia, lo “Yacuruna RestoBar” di Yurimaguas
Un luogo a cui sono molto affezionato e nonostante sia stato inaugurato solo a metà agosto é già il bar in cui ho passato più tempo. Ho perfino dormito sull’amaca al piano di sopra una volta per potermi svegliare coi rumori e gli odori del fiume.. che poi mi sono svegliato con la Cumbia a tutto volume messa alle 7 di mattina dai vicini.. ma questa é un’altra storia..
Insomma Telmith arrivó alle 12 e ci sedemmo davanti a questo mostro chiamato Computer.
Obiettivo da raggiungere: farle un account di posta elettronica cosí da poter avere un profilo di facebook da usare per poterci scrivere a distanza.
Presto mi resi conto che avevo sottovalutato l’impresa. Il metodo che avevo immaginato mi vedeva mostrarle una cosa e poi fargliela rifare con l’aiuto di accurate istruzioni scritte in caratteri cubitali cosí che le potesse leggere.
Mi ero immaginato la situazione che avrebbe affrontato alla mia partenza, una volta che avesse voluto scrivermi. Entrare in uno degli internet point a pagamento, sedersi, aprire Chrome, e da lí Facebook.
Il primo passo dunque era aprire Chrome e capire come muoversi al suo interno. Lo feci, scrissi le istruzuoni per farlo e poi le dissi: “Ora prova tu!”
Mi guardó con lo sguardo perso, tremolante la mano si avvicinó al mouse lo musse fissandolo, invece di guardare lo schermo per seguire la freccia.
Poi si fermó e mi disse timorosa: “si puó ingrandire un po le parole, io non leggo!” … … rifletto e penso, Ok, posso farle vedere come ingrandire i caratteri. Scrissi le istruzioni e fiduciosi ci riprovammo.
Riprese quello che in mani sue sembrava diventato un topo pronto a mordere e io le dissi: “Muovi il mouse guardando lo schermo, la vedi la freccia?”
“No”
Ed io: “Muovilo lentamente e cercala”
“Ah, eccola!”
Ed io: “Perfetto, ora muovila da destra a sinistra e fermati nella prima G di Google”…
Neanche dopo 10 cocktail un auto potrebbe disegnare il tumultuoso percorso che il povero cursore stava affrontando guidato dalle esitanti dita della mia amica.
Le feci ripetere piú volte il percorso nelle due direzioni fino ad essere sicuro che avesse capito come funzionasse.
 Il passo successivo: capire la reazione che provoca il clic del dito sul mouse.
Aprii Gmail e preparai tutto per compilare l’account. Saltai inutili spiegazioni e andai al sodo: “Devi portare la freccia nel quadro, e poi scrivere il tuo nome. Per farlo devi cliccare con il dito sul tasto sinistro del mouse” … sembrava facile a dirlo cosi …
In effetti la tastiera é uno strumento piú intuitivo e Telmith non ebbe molte difficolta a capire che quello che cliccava appariva sullo schermo.
Peró il mouse ancora era ostile, lo doveva usare per poter arrivare a scrivere i suoi dati. La mano si mosse, la freccia anche, ma dopo il rally che la portó nel riquadro, Telmith andó diretta sulla tastiera senza cliccare sul mouse.. ed io “Eh no! Cosa devi fare prima?”
Lei mi guardó mortificata, ed io mi scoprii piú severo ed impaziente di quello che speravo.
Le dissi che andava tutto bene, ma che prima di scrivere doveva cliccare sul mouse.
Sulla compilazione del nome, cognome e data di nascita andammo lisci come l’olio e lei si animó.
Il passo successivo: introdurre il concetto di Password.
Ebbi un’intuizione! “Lei avrà di certo il Pin sul telefono…” pensai, “…da lí sarà facile arrivare a spiegare cos’é una password”.
“Tu ce l’hai il Pin sul cellulare no?”
Lei: “No.”
“Ah. E allora niente, facciamo che devi scegliere una parola di sicurezza, una che conosci solo te e che gli altri non possono sapere, ti faccio un esempio, puoi scrivere il nome di tuo marito e il tuo anno di nascita”
“..e posso mettere il nome di mio padre?”
“Certo!”
“Fatto!”
Perfetto, avevamo un account Gmail. Ora la sfida era per lei riuscire a ripetere tutto quello che avevamo fatto usando solo le istruzioni. Io sarei stato lontano quando lei avesse voluto scrivermi e doveva imparare ad entrare nella sua posta elettronica.
Le assegnai il compito mentre, le dissi, andavo a prendere il pranzo. Dal desktop sarebbe dovuta entrare nella sua posta, speravo.
Scesi da Patty e le chiesi un pollo con yucca. Temporeggiai per dare modo a Telmith di finire.
Tornai su e la trovai con gli occhi persi che vagavano tra le istruzioni e lo schermo… “niente per oggi si é fatto tardi”, lei dopo pranzo doveva tornare a prendersi cura di suo marito Watson. “Riproveremo un’altra volta” pensai fiducioso…
Che sudata peró!
A  CASA DI TELMITH .. da sinistra ci siamo Io, Telmith e suo marito Watson, poi Claudia e Manuela in visita dalle ande ed infine Andrea, con cui sono a Yurimaguas.
A CASA DI TELMITH ..
da sinistra ci siamo Io, Telmith e suo marito Watson, poi Claudia e Manuela in visita dalle ande ed infine Andrea, con cui sono a Yurimaguas.

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