L’ago della bilancia

 

20170914_104600“Hola!Usted de donde es?”(“Salve!Lei da dove viene?”)“Hola!Soy Italiana” (“Salve!Sono Italiana”) “Que bueno!Y hace cuanto tiempo esta aqui en Ecuador?” (“Che bello!E da quanto tempo è qua in Ecuador?”) “Ya llevo mas que 7 meses…” (Già sono più di 7 mesi…”) Sono effettivamente più di 7 mesi che vivo in questa cittadina di 180 mila abitanti, proprio come quella in cui ho vissuto 20 anni della mia vita in Italia; stesso numero di abitanti, altitudine un po’ differente (sulla catena montuosa delle Ande a 2500m) e dall’altra parte dell’oceano: Ambato, Ecuador.

Prima di arrivare, all’incontro di formazione c’è stato chiesto di confrontarci con le nostre aspettative e di essere pronti a mettere tutto in discussione. Io prima di partire pensavo di non aver aspettative. Mi sono ritrovata ad 20170914_121211averne più di quante non pensassi e questo è stato un duro colpo imprevisto. [Imprevisto, parola con la quale ho imparato (sto imparando) a far pace, sì perché qua tutto può cambiare dalla mattina al pomeriggio alla sera, partendo dal tempo arrivando alle attività programmate.]

Non posso non dire che questi 7 mesi di servizio civile sono stati per me una dura prova da tanti punti di vista, ma in primo luogo da quello personale.Arrivare a conoscersi come prima mai si era fatto, arrivare a farlo anche contro voglia e domandarsi quanto ci si conosce e quanto ci si vuole conoscere. Scontrarsi con quello che si è, quello che si vuole essere e quello che non si è cercando di arrivare a quel punto in cui ci si accetta serenamente. Accettarsi per accettare gli altri e tutto ciò che ci circonda.

D’accordo, arrivo al dunque così che non sembri una lista di frasi uscite da Pinterest. Mi rivolgo a coloro che stanno pensando di20180215_103234 partire, che faranno domanda e che quando scelti partiranno. Le frustrazioni ci sono e ci saranno e sarà dura fare i conti con l’incapacità di cambiare le cose e “farle a modo tuo” però quello che ho imparato io in questi 7 mesi è che comunque vada, l’ago della bilancia punterà sempre al lato positivo, perché comunque vada, il Servizio Civile è un’esperienza di crescita, è un “non-lavoro” nel senso che sì, si lavora, ma si hanno dei privilegi che in altri lavori non troveresti, che siimparaspontaneamente una nuova lingua, che si entra veramente a contatto diretto con una cultura nuova, che si ha la possibilità di viaggiare e vedere posti incredibili, che si ha notevole indipendenza e autonomia di vita eche si è in una situazione economica privilegiata.

Quindi sì, io ti auguro che la tua esperienza sia delle più positive e arricchenti, eti invito, se e quando ci saranno momenti di grande frustrazione, a guardare l’ago della bilancia e prendere atto di quanto fortunati siamo ad aver avuto la possibilità di fare questa esperienza.

Buona scelta di progetto di Servizio Civile!

Caterina Lanzoni – SCN in Ecuador con FOCSIV

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