La magia dell’incontro

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E’ giunta al termine la prima settimana di impegno quotidiano con i copii! Per adesso siamo al Giardino d’Infanzia Curcubeul Copiilor (Arcobaleno dei bambini) e continuiamo gli incontri del mercoledì alla Foresta, grazie alla collaborazione con l’Associazione Vis de Copil.
Il miglior modo per operare a scuola è stato dividerci in due gruppi, ciascuno per le classi formate nel periodo estivo. Il Curcubeul si presenta come una struttura davvero completa, ricca di oggetti pronti a soddisfare le esigenze dei bambini. Il primo giorno, aperta la porta, ho continuato a guardarli per un po’, ricominciando più volte una panoramica perplessa e preoccupata per la loro tenera età. Siamo entrati in tanti (5 Gulliver sono tanti!) in un mondo così piccolo. Alcuni ci osservavano fermi, e ai primi nostri passi compiuti verso l’incontro ne facevano altrettanti per allontanarsi. Alcuni sceglievano di non usare parole con gli estranei, la più piccola comunicava singhiozzando, e poi c’era chi, invece, fin da subito chiedeva insistente la mano per giocare insieme. Non è stato semplice. Delle attività preparate quasi ogni sera, disegnando, tagliando, ballando, creando, ascoltando dalle cuffie, nel tram, Un elefant se legana (Un elefante si dondolava), nemmeno la metà è stata realizzata! I bambini preferiscono correre nel parco, respirare l’estate, preparare la ciorba con il terriccio per poi farla assaggiare, impastare il pane con le foglie, raccogliere pigne e ghiande, accarezzare il gatto, indossare bracciali di fiori e fili d’erba. Ed è giusto che sia così!

Per questa settimana, noi volontari, abbiamo scelto come tema La Conoscenza, lei ci ha guidato nell’elaborazione delle attività. E giunti ad oggi conosciamo. Sappiamo, ad esempio, che ad Ava, con la sua coroncina appoggiata al collo della maglietta, piacciono le principesse Disney. Sappiamo che ad Antonia piace ballare (lei è una di quelle che ai tentativi di avvicinamento voltava i suoi grandi occhi azzurri allontanandosi con il pollice in bocca e che ora mi viene incontro con il suo sorriso e le sue braccia), in gruppo si limita ma poi, da sola, fa passi da Scala! Sappiamo che ad Alin piace ridere e, soprattutto, far ridere! Che ad Elena, due anni, con vestitini e cerchietti da bambolina, piace ridere a crepapelle quando Alin si impegna nell’arte. Sappiamo che a Domi piacciono i giochi che usano gli altri, a volte per niente, e se ne va girando da solo o canta mentre noi giochiamo in gruppo. Gli piacciono molto le lumache e gli insetti, li raccoglie in giardino per portarli a casa, ieri me ne ha regalato uno. Oggi conosciamo e ci siamo fatti conoscere. L’obiettivo è stato raggiunto, da entrambi i gruppi, attraverso dei magici strumenti, persino più ricchi dei giochi presenti in aula: l’attesa, la presenza, i sorrisi, l’ascolto.

Anche questo mercoledì, alla Foresta, siamo stati bene. Sono i bambini che con la loro energia, i loro abbracci improvvisi che stringono fianchi e cuore, la loro voglia di ridere e giocare, leniscono le possibili risposte al chiedersi che ne sarà delle loro vite. Camminiamo lungo il sentiero di case, sotto un sole rovente, e poco a poco il nostro gruppo cresce di bambini e, insieme, ci dirigiamo nel bosco per fare attività e pranzare. Mercoledì scorso (la prima volta lì) erano presenti più genitori, questo, sull’uscio di casa, una coppia ci ha affidato la cura dei figli piccoli. In realtà i più grandi, le bambine non raggiungono i dieci anni di età, sanno occuparsi bene di loro, ad esempio di Roxi (lei due anni, come Elena, al bosco ci arriva a piedi nudi, su terra arida e pozze di fango). All’inizio Roxi piangeva ed era chi se ne prendeva cura, dondolandola tra le braccia, a sussurrarle all’orecchio: <<Non preoccuparti, non pungono, puoi toccarli, guarda!>> mentre con una mano mi accarezzava il braccio. Stavolta c’erano molti piccoli ma tra noi anche dei rapper! Cappellino, bandana, orecchino e occhiali da sole (nonostante la maschera riconosco Flavio che la settimana scorsa mi disse sorridendo e allargando le braccia: << Non sei Italiana, sei qui quindi sei Tigana come noi!>>); abbigliamento da “duri” di cui si spogliano per giocare con noi, svelando il loro essere bambini.

Anche alla Foresta il tema è stato La Conoscenza ed è stato attuato tramite un percorso ad ostacoli conducente ad un cartellone su cui attaccare pezzi per la composizione di capelli, occhi, orecchie, naso, bocca, abiti. Dopo, la realizzazione dei loro ritratti, ognuno impegnato a disegnare i propri capelli, i propri occhi, bocca, naso. Aleandro, il più piccolo, ha riempito il foglio con il pennarello verde (non solo il foglio anche le sue gambe e le sue mani!). Dopo averlo aiutato ad impugnare il colore, distaccava spesso lo sguardo dal foglio per consentirmi di ammirarlo e per elencare insieme le parti del viso su quel bellissimo groviglio di linee. Gabi, la sorella, sempre accanto a noi, chiedeva aiuto per il suo ritratto mentre era intenta ad aiutare gli altri piccoli. Alla Foresta le ore scorrono sempre veloci. Ci salutiamo aspettando, tutti, mercoledì prossimo.
Credo che ciò che accomuna i bambini del Curcubeul e quelli della Foresta è proprio il loro essere bambini che esplode contagioso. E che ciò che più li distingue non è negli abitini da bambola, nella pulizia, nei ricchi giochi, nel pasto pronto ogni giorno. Ciò che li distingue è il loro unico, personale, irripetibile essere al mondo che va, per ciascuno, reso magico dall’incontro: dalle attese, dalla presenza, dall’ascolto, dai sorrisi.

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