In Genere, Educazione

Ennesima notizia che arriva oggi dall’Italia, ennesima ragazza che viene, amorevolmente, uccisa dal proprio compagno. Sono mesi impegnativi, mesi in cui veniamo bombardati da notizie molto simili tra loro, provenienti dall’Italia, dal Brasile, dalla Germania, etc. in cui ci sono delle vittime, donne, e ci sono dei carnefici, uomini.

In queste notizie, però, non si parla MAI del problema culturale e della necessità di cambiarla, questa cultura. Si cercano semplicemente i colpevoli o i motivi per cui tali persone abbiano subito tali soprusi.

Ed è proprio in queste notizie, che continuano a frustrarmi, che trovo un senso alle attività che stiamo concludendo con il progetto Les (Lima Este Segura)[1], a Huaycan.

Da alcuni mesi ho avuto la fortuna di conoscere e lavorare in alcune scuole pubbliche delle zone H e Q di Huaycan[2]. Queste scuole, giusto perchè ve le possiate immaginare, sono istituti enormi che accolgono bambin* di primaria[3] e adolescenti di secundaria. La maggior parte delle strutture sono fatiscenti, alcune classi si trovano all’interno di container, altre sono costruite in legno, altre in cemento. Dipende quanta fortuna si ha all’inizio dell’anno. Cani e gatti sono i benvenuti, nelle classi ovviamente.

Seguimiento en Secundaria - I.E. 1255

 

Il regolamento prevede(rebbe) che nessuno, esclusi docenti, alunn* e personale del Ministero o di  Ong inserite nella scuola, possa entrare nelle scuole. La realtà, però, ci mostra ben altro.

Mamme, papà, bambin*, anziani, adulti senza meta vagano e trascorrono molto tempo all’interno delle scuole, senza che nessuno l* allontani. E, non a caso, sono proprio queste le scuole in cui docenti e genitori riscontrano numerosi problemi come spaccio di droga, violenze fisiche, prostituzione, etc.

Come anticipato, il progetto Les si sta concludendo e in questi due anni si sono susseguite diverse attività, rivolte soprattutto ai e alle docenti.

Durante il primo anno di esecuzione del progetto (2015) si sono svolte dieci sessioni formative rivolte ai e alle docenti di varie scuole, in cui si sono toccati vari temi come il maltratto fisico e psicologico, le cause e le conseguenze del maltratto e dell’abuso, l’abuso sessuale, etc.

I e le docenti che hanno partecipato al ciclo formativo, ad oggi padroneggiano concetti e conoscono temi che prima quasi ignoravano. Durante queste sessioni si è presentato il materiale educativo che Aspem ha redatto appositamente per questo progetto. Sono stati elaborati due manuali, uno per primaria e uno per secundaria, in cui si raccontano storie vere, ispirate alle vite dei e delle ragazz* di Huaycan, che affrontano temi come la violenza sessuale, l’abuso sessuale, il maltratto, i cambiamenti dell’adolescenza, etc. Attraverso questi manuali i e le docenti hanno avuto la possibilità di approcciare questi temi con i e le ragazz* in maniera più empatica e soprattutto più consapevole. Ogni docente, ha scelto autonomamente come coinvolgere i e le propri/e alunn* e come renderl* partecipi. Aspem, in ogni sessione, ha supervisionato il lavoro dei e delle docenti e l* ha supportat* in caso di necessità.

E questa è la parte che mi ha lasciato più sorpresa.

[Facendo un passetto indietro, i e le docenti si sentono spesso abbandonati, frustrati e non supportati da nessuno. Ci sono docenti, completamente abbandonat* dalle istituzioni, che raccontano di avere avuto più di 5 alunne in classe che hanno denunciato di essere state vittime di violenza sessuale].

Assistere alle varie lezioni mi ha permesso di vedere come ogni docente avesse pensato a dinamiche diverse per entrare in contatto con i e le ragazz*. Alcuni semplicemente leggendo il racconto e riportando la propria esperienza, altri sottoponendo delle domande scritte ai e alle ragazz*, altri inscenando un piccolo teatro. Vedere con che facilitá i e le professori/esse affrontassero temi inerenti l’educazione sessuale, la violenza sessuale o anche “solo” fossero in grado di stimolare l’autostima dei e delle ragazz* e soprattutto come i e le ragazz* ascoltassero e si dimostrassero interessat* a questi temi, fa sperare in un piccolo cambiamento positivo.

Seguimiento en Primaria - I.E. 1255

Le domande dei e delle ragazz* sono tante, gli stereotipi e i preconcetti di piú. Formare professori/esse che sappiano dare risposte, che stimolino i e le ragazz* e che, soprattutto, possano essere di supporto, permette loro di essere il punto di riferimento di quest* ragazz*.

Trattare in classe argomenti come la prevenzione alle malattie sessualmente trasmissibili, il riconoscimento delle diverse forme di violenza o il problema delle gravidanze adolescenziali non suscita risate o stupore tra i e le ragazz* di Huaycan. In ogni scuola con cui abbiamo lavorato il numero di ragazze che abbandonano la scuola per motivi legati alla gravidanza sembra aumentare di anno in anno. Le storie che i e le ragazze raccontano di (ipotetic*) vicin*, cugin* o amic* che sono stat* vittime di violenza sessuale o che negli internet point sono stat* addescat* da adulti che l* hanno obbligati a visionare materiale pornografico, non sono né sconosciute né rare.

 

In un paese cattolico come il Perù, dove retorica e tabù sono ancora molto presenti si riesce a sviluppare una buona educazione sessuale in classe, si riesce a parlare di problematiche legate al genere, e soprattutto si fa prevenzione. I e le docenti si interessano, si preparano e sono disposti a mettersi in gioco. I materiali educativi, approvati dal ministero dell’educazione, raccontano storie vere, in cui  i e le ragazz* si possano riconoscere, spiegano loro quali sono i cambiamenti fisici e psicologici che affronteranno in quanto adolescenti, introducono concetti quali la masturbazione e facilitano il dialogo tra ragazz* stess*.

Quest* adolescenti, quando si trovano di fronte a professor* preparati e aperti, ascoltano attivamente, non si nascondono dietro risatine, domandano e placano le curiosità più banali cui altrimenti nessuno saprebbe rispondere.

Educare a conoscere e amare prima di tutto se stessi, a rispettare gli altri e conoscere la (difficile) realtà che ci circonda sono le basi per formare uomini e donne che si rispettino reciprocamente e che pretendano di avere le stesse opportunità, indipendentemente dal loro sesso.

Mi piacerebbe, un giorno non troppo lontano, che questa diventasse una realtá anche italiana.

Lima, 8 Giugno 2016

CRISTINA LORNIALI

[1] Progetto reperibile sul sito: http://www.aspem.org/es/?q=content/lima-este-segura-estrategia-efectiva-para-la-protecci%C3%B3n-frente-la-violencia-y-abuso-sexual

[2] Per chiarimenti su Huaycan si rimanda al precedente articolo reperibile sul sito: http://www.aspem.org/it/?q=content/civilisti-penna

[3] Il sistema scolastico peruviano si suddivide in primaria e secundaria. La Primaria corrisponde alle scuole elementari e dura 6 anni; la Secundaria corrisponde alle scuole superiori e dura 5 anni.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *