Il Torneo Suñugoal – Dare Un Calcio All’Esclusione

Sunugoal 1Suñugoal, un gioco di parole tra wolof ed inglese che vuol dire “il nostro obiettivo”. Ma che obiettivo? Far capire che la disabilità non deve essere considerata una differenza ma solo una diversità che può e deve essere valorizzata.

Un torneo di calcio tra scuole giunto alla sua seconda edizione e nato grazie al partenariato tra l’ONG CPS – Comunità Promozione e Sviluppo e la scuola inclusiva Demain Ensemble di Mbour, in Senegal, dove bambini normodotati studiano con bambini diversamente abili. Il tutto è stato reso possibile grazie al finanziamento del Paris San Gennar: un club di tifosi del Napoli residenti a Parigi che da qualche anno collabora con la CPS e che ha voluto promuovere un evento sportivo in ricordo di un loro giovane membro, Frediano Peraino, scomparso prematuramente.

Quest’anno la CPS ha voluto alzare l’asticella, allargando il torneo da quattro ad otto squadre: Demain Ensemble, Cheikh Demba Niang, Saly Carrefour, Saly Bambara, Zone Résidentielle, Diamaguène Extension, Baye Deuk e Grand Mbour 2. A raccogliere la sfida la squadra della CPS in Senegal: i tre volontari in servizio civile Giada, Lavinia e Francesco, la responsabile amministrativa Astou e il responsabile locale M. Sène.

Sunugoal 2Il torneo è iniziato ufficialmente con la “giornata porte aperte”, il 21 gennaio 2017 presso la scuola Demain Ensemble: un evento dove sono state presentate le squadre e che ha visto l’intervento di M. Deh, il direttore della scuola, insieme ad altri esperti di disabilità, intervallati anche da dimostrazioni pratiche delle attività della scuola. Alla fine il momento più atteso dai partecipanti: il sorteggio.

I primi due quarti di finale hanno avuto luogo il 23 gennaio presso il campo di Saly Carrefour. Ad entrambe le partite c’è stata una grande partecipazione di pubblico, i tifosi hanno supportato con passione le loro squadre e spesso lo staff della CPS ha dovuto farli uscire dal campo.

Dopo il terzo e Sunugoal 3l’ultimo quarto di finale, del 27 e 28 gennaio, per le due semifinali siamo arrivati al 6 febbraio. Le squadre in gara hanno dato spettacolo sia con la partita muscolare e avvincente fra Demain Ensemble e Cheikh Demba Niang, che è risultata vincente, sia per la tattica con cui Saly Carrefour è riuscita a sfruttare il proprio vantaggio fisico rispetto a Baye Deuk, guadagnandosi l’altro posto in finale.

Questa ha avuto luogo il giorno seguente, il 7 febbraio, presso il campo di Zone Résidentielle. Per l’occasione si sono mobilitate entrambe le scuole: gli studenti si sono ammassati a borSunugoal 4do campo, alcuni hanno portato bevande e merende, altri avevano addirittura dei tamburi per sostenere la loro squadra e guidare i cori d’incitamento.

Cheikh Demba Niang non ha perso tempo ed è andata a segno praticamente subito, sfruttando un’incomprensione tra i difensori avversari. Saly Carrefour tuttavia non si è scoraggiata: ha rimesso ordine nel suo reparto difensivo ed è ripartita all’attacco, creando diverse occasioni da gol. Il primo tempo si è concluso sempre sull’1 a 0, nel secondo tempo la situazione è rimasta a lungo immutata, ma ecco il pareggio appena prima che l’arbitro fischi Sunugoal 5la fine e si va ai calci di rigore.

I tifosi si affollano intorno alla porta e lo staff deve prestare attenzione che resti spazio sufficiente per i giocatori, gli allenatori scelgono i rigoristi e danno le ultime indicazioni, i due portieri si stringono la mano, la tensione è palpabile.

Il primo rigore è di Saly Carrefour ma l’ultimo, vincente, è di Cheikh Demba Niang: finisce 4 a 2.

I tifosi corrono verso i giocatori che si abbracciano tra di loro e non sembrano ancora crederci. La festa può iniziare ma bisogna aspettare l’evento conclusivo del torneo per la premiazione, la partita di gala di sabato 11 febbraio allo stadio Caroline Faye di Mbour.

Sunugoal 6Alla presenza di tutte le squadre partecipanti, dei direttori delle scuole e perfino di una rappresentante del Ministero dello Sport, Cheikh Demba Niang e Demain Ensemble hanno giocato una partita amichevole. Tra i giocatori di Demain Ensemble anche dei ragazzi con qualche disabilità, proprio per dimostrare che queste non devono precludere la partecipazione e l’inclusione. Ad aiutare i volontari della CPS nella gestione dell’evento anche i pompieri, il gruppo scout di Mbour, gli insegnanti di Demain Ensemble e il maestro di cerimonia Charlie Camara.

  1. Deh, il direttore di Demain Ensemble, ha tenuto un bel discorso sull’inclusione; M. Sène, il responsabile della CPS in Senegal, invece ha parlato dell’importanza della sensibilizzazione. La volontaria Lavinia si è addirittura esibita in un duetto vocale con uno degli insegnanti di Demain Ensemble, Dady: la canzone è stata scritta di loro pugno e poi registrata a Mbour, presso lo studio di una radio locale.

Sunugoal 7Ogni scuola partecipante, insieme ad un diploma di partecipazione, ha ricevuto in dono delle pettorine da allenamento e un pallone: un modo per contribuire alle loro attività sportive. Diplomi di ringraziamento sono andati anche agli allenatori delle squadre e a tutti quelli che hanno contribuito alla buona riuscita del torneo. Ad aggiudicarsi il premio come miglior giocatore è stato Khalifa Ndiaye, il portiere di Cheikh Demba Niang: ha subito solo un gol durante tutto il torneo ed è stato decisivo durante i calci di rigore della finale. Una coppa per i secondi classificati, Saly Carrefour, una per Demain Ensemble che ha vinto la partita di gala per 1 a 0 e naturalmente una per i vincitori: Cheikh Demba Niang, campione Suñugoal 2017.

Essere volontari vuol dire spesso trovarsi dentro progetti e situazioni che sembrano troppo grandi e complessi. Significa passare ore nel mercato di Mbour a cercare i nastrini colorati da mettere sulle coppe, significa ritrovarsi sotto il sole cocente, alle due del pomeriggio, a tracciare un campo di calcio nella sabbia con un boccione d’acqua e del cemento in polvere, significa imparare a memoria i prezzi per il noleggio di sedie, gazebo e animazione musicale.

Nessuno ti spiega come affrontare queste situazioni ed è facile sbagliarsi e creare incomprensioni. I problemi e gli imprevisti sono stati tanti, ma alla fine il messaggio che lo sport può abbattere muri e fungere da canale d’inclusione è stato trasmesso e ben recepito e questo ripaga ogni fatica.

P.S. Si ringraziano Giada e Lavinia per le foto.

Francesco Ricapito       Febbraio 2017

 

Francesco Ricapito

Nato nel 1991 a Mestre (Venezia). Ha scoperto di avere il tarlo del viaggiatore dopo un Erasmus in Inghilterra e da allora, per la gioia dei suoi genitori, ha cercato in tutti i modi di passare meno tempo possibile a casa: animatore a Sharm-el-Sheikh, stagista in Tunisia, studente Erasmus in Azerbaigian, di nuovo stagista in Kosovo, semplice visitatore in Georgia, Uzbekistan, Francia, Spagna, Portogallo e Scozia, queste le principali esperienze collezionate finora. Convinto sostenitore dei viaggi “low cost” e appassionato di mete “secondarie” spesso sconosciute ai più, con i suoi articoli punta a mettere curiosità verso i luoghi che visita e a trasmettere una mentalità di viaggio critica e consapevole. Sogna segretamente di poter un giorno campare di quello che scrive e nel frattempo continua a cercare nuove opportunità per allontanarsi da casa. Al momento vive a Mbour, in Senegal, dove lavora come volontario del Servizio Civile Nazionale in un progetto di turismo sostenibile. Per contattarlo: fr.ricapito@libero.it

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