citazione Il mio anno con ‘los guaguas’

L’Ecuador è uno dei paesi dell’America Latina un cui negli ultimi anni si è verificato un forte progresso nel miglioramento della situazione dell’infanzia, tuttavia sono ancora presenti grandi lacune, soprattutto in relazione all’educazione, alla salute e in generale alle condizioni di vita dei bambini. I principali problemi riguardano la povertà, il matrimonio e la gravidanza adolescenziali, l’educazione, il lavoro minorile e la violenza sui minori.

Ció che si da ai bambini i bambini daranno alla societá (K.A. Menninger)
Ció che si da ai bambini i bambini daranno alla societá (K.A. Menninger)

La povertà comporta conseguenze negative in merito ad assistenza sanitaria e malnutrizione. Il secondo tema è quello del matrimonio e della gravidanza adolescenziali, infatti il 22% delle adolescenti ecuatoriane si sposa prima dei 18 anni. Per quanto riguarda l’educazione, le problematiche principali sono l’abbandono scolastico, in particolare per le adolescenti in gravidanza e per le popolazioni indigene, e la violenza all’interno delle scuole ( quasi un terzo dei bambini e adolescenti subiscono forme di violenza come metodo educativo). Infine il problema del lavoro minorile ha subito una notevole diminuzione negli ultimi 10 anni, dal 16% al 7%, tuttavia è una problematica ancora presente, soprattutto nelle zone rurali del paese.

La fondazione nella quale ho svolto il mio anno di Servizio Civile, la Fundaciòn Aldec, si occupa principalmente di realizzare attività educative e ludiche, di sostegno psicologico e nutrizionale, dirette a bambini, bambine e adolescenti dai 4 ai 16 anni, in situazione di rischio.

Inizialmente la fondazione era situata nel centro storico di Quito, una delle zone più pericolose della città, ed accoglieva minori residenti in quella zona con le problematiche più disparate. Attualmente la sede della fondazione si trova nel nord della città e di conseguenza il target degli utenti è rappresentato da bambini in condizioni economiche e familiari “migliori” rispetto al passato. Ciononostante le problematiche relative all’infanzia sono presenti anche in questa realtà.

"Il bambino non ricorda ciò che cerchi di insegnargli. Ricorda ciò che sei". ( Jim Henson )
“Il bambino non ricorda ciò che cerchi di insegnargli. Ricorda ciò che sei”. ( Jim Henson )

Durante l’anno di volontariato ho svolto numerose attività educative e ricreative. Tra di esse ho proposto e mi sono occupata di un progetto di musica associato con la tematica del riciclaggio, realizzato alternando lezioni di teoria musicale con laboratori di riciclaggio per la realizzazione di strumentini ritmici. In seguito ho realizzato un corso di balloon making, apprezzato cosi’ tanto che una bambina mi ha chiesto di prestarle la pompa e regalarle dei palloncini per poter creare cagnolini, fiori e cuori alla sua festa di compleanno. Sono seguite attività di face painting con l’aiuto dei ragazzi più grandi, disegnando sui visi dei bimbi i loro supereroi favoriti, ed ovviamente attività di sostegno scolastico, in particolare per la lingua inglese. Durante i corsi estivi ho partecipato al laboratorio di manualità, proponendo e realizzando lavori con la pasta di mais e con la tecnica del macramè, ed i fine settimana ho accompagnato i ragazzi in gita presso il museo delle scienze, un parco divertimenti e una fattoria.

Nei miei sogni di bambina non ricordo di essermi mai immaginata come educatrice, ma il mio destino mi ha portata fin qui, a lavorare con “los guaguas”, e non potrei essere più felice e soddisfatta di cosi’ anche se più che un progetto formativo io lo chiamerei “progetto tortura”, perchè lavorare per un anno con i bambini e poi doverli lasciare è una tragedia!

Durante l’anno sono diversi i casi che mi hanno colpito. Tra questi la storia di K., di 12 anni, i genitori separati e con problemi di dipendenza da droghe e alcol sono in causa per l’affidamento dei tre figli. Uno di questi ha scelto di stare con il padre, mentre K. e il fratello più piccolo hanno scelto di vivere con la madre. Questa situazione si ripercuote sul quotidiano di K., con problemi a livello scolastico tanto quanto nelle relazioni ed interazione con i suoi coetanei. O le ripetute storie di molti bambini sui vari modi in cui vengono maltrattati dai genitori o familiari, tra cinte di cuoio e pali di legno. Cosi diventa naturale che un bambino di quattro anni ti racconti dei segni sul corpo che gli lascia il padre quando lo picchia.

Come osservato durante la formazione pre-partenza a Roma, le problematiche incontrate nelle zone più degradate del mondo, non sono così diverse da quelle riscontrate nelle periferie nel “nord” del mondo, ma vivere ogni giorno queste esperienze e questi racconti sulla propria pelle non è un compito semplice.

Il mio ruolo di volontaria/educatrice è durato solo un anno ma spero di aver seminato attraverso le modalità educative da me utilizzate, fondate sull’amore, la pazienza, la comprensione e la gentilezza, e l’esempio di valori quali la determinazione, l’umiltà, il rispetto e il coraggio, germogli che possano un giorno aiutare questi piccoli monelli a diventare adulti autonomi, consapevoli e felici.

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