I sogni son desideri..

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Eccomi a vivere un sogno che coltivavo fin dall’ultimo anno di università. Un sogno che non ho realizzato subito ma che per questo è stato desiderato ancora più ardentemente. Vivere un anno in Ecuador. Dico VIVERE e non lavorare perché è quello che desidero fare: vivere ogni sfumatura di questo meraviglioso paese, di questa biodiversità non solo animale ma anche umana. Perché qui la popolazione la si può distinguere sia da tratti caratteristici sia dal modo di fare a seconda della sua provenienza: che sia della selva, della costa o della sierra. È veramente vario.

ecuador_sara-tindiani_dic-2016Sono passati solo due mesi dal mio arrivo in questa caliente terra e sono subito entrata in contatto con una parte del popolo ecuadoriano con un ponte concesso dal Presidente. Questi quattro giorni di festa li ho trascorsi nella verdeggiante Selva dell’Oriente tra camminate nella foresta primaria e secondaria, comunità indigene locali e laboratori su come fare il cioccolato!

Una volta ritornata nella Tierra Verde, così chiamata Esmeraldas, per continuare un progetto di Riabilitazione su Base Comunitaria, ho iniziato a conoscere le sfumature di questo popolo tanto emarginato. Sì perché l’esmeraldeno è l’unico ecuadoriano di pelle negra e, anche per questo, soggetto a discriminazione.

Sono partita con la mente piena di accortezze e paure, non lo nego, a causa dei racconti e dei commenti che si possono leggere su questa città e sulla microcriminalità diffusa ma dopo due mesi posso dire che, come in tutto il mondo, puoi trovare bella e brutta gente e io, per il momento, ho trovato solo belle persone. Ho trovato alcune difficoltà però a discutere di argomenti di tipo abitudinario come provare a seguire un regime alimentare più vario ed equilibrato. Persone che bevono solo bibite dolci e gasate, che mangiano sempre riso con pane e pasta, che non sopportano la verdura e che fannocolazione con enormi palle fritte di banana e carne! Poi però penso che qui non si mangia per piacere … Ma per riempirsi la pancia, anche se così facendo l’indice di obesità, diabete, ictus, malattie cardiovascolari aumenta. E la scusa che usano: è genetico. Hanno una risposta per tutto!

È tanto bello questo mondo quanto complicato per me da comprendere: una società fortemente machista, famiglie povere da miseria con 10 figli, famiglie con pavimenti di terra e materasso di paglia che però hanno appeso a una parete di dubbia resistenza una TV al plasma,rispetto degli animale e cura dell’ambiente pari a zero, l’attenzione all’estetica più importante del contenuto (riferito alla persona stessa sia all’abitazione).

È un altro mondo … E ne voglio far parte. Per conoscerlo bisogna interagire e parlando con le persone magari poni in loro il seme del dubbio, che si può vivere in modo diverso. Anche se qui vivono seguendo la linea di pensiero “HakunaMatata”, quindi, magari, sotto sotto, vivono meglio di me! Sono qui anche per cambiare, migliorare come persona e magari, chi lo sa, sarà grazie a questo caotico popolo che troverò ciò che cerco.

Sara Tindiani, SCN in Ecuador (Esmeraldas) con OVCI

 

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