Giorno della Resistenza Indigena

Oggi, 12 ottobre, nel #GiornodellaResistenzaIndigena, a Quito continua la protesta della popolazione, capeggiata dai movimenti indigeni che sono giunti nella capitale da tutti gli angoli del paese dopo diversi giorni di marcia .

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E’ il decimo giorno di mobilitazione, iniziata il 3 ottobre con lo sciopero nazionale annunciato dai trasportisti in risposta al #decreto883, con cui il governo ha decretato l’aumento del prezzo del carburante (praticamente raddoppiato dall’oggi al domani), con conseguenze dirette sui prezzi di molti beni di prima necessità.

La situazione è drammatica: 6 morti ufficiali (con il sospetto che siano molti di più), 937 feriti, 1121 arrestati, tra cui alcuni politici e parlamentari che hanno dichiarato il loro appoggio alla protesta popolare.

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A causare tutto questo le solite misure di #austerity dettate dal #FondoMonetarioInternazionale, e decretate dal governo del presidente Lenin Moreno in seguito ad un patto firmato con lo stesso FMI lo scorso febbraio.

In questo momento per le strade di Quito regna il caos, e dal terrazzo di casa mia ho visto sfrecciare blindati dell’esercito e polizia a cavallo rincorrere i manifestanti. Diversi edifici istituzionali sono stati incendiati e lo stesso palazzo del governo (scappato a Guayaquil, grande città nel sud del paese) sembra sia stato preso dalla folla.

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Nel frattempo è stato dichiarato il coprifuoco in tutto il paese, istituita la militarizzazione della capitale, interi quartieri lasciati senza acqua corrente, segnale del telefono inibito nel centro storico, e repressione con lacrimogeni, granate e proiettili di gomma.

Nel silenzio assordante della stampa ufficiale, censurata o schierata dalla parte del governo, attendiamo adombrati notizie sui fatti di oggi, che probabilmente saranno chiari solo domani mattina.

Ultimi aggiornamenti da parte del Responsabile della Sicurezza Paese in Ecuador Valentina Vipera:

Domenica 13 ottobre alle 18.00 in diretta tv, il Presidente della Repubblica Lenin Moreno e i Presidenti delle comunità indigene si sono riuniti con la mediazione della Conferenza Episcopale Ecuadoriana e delle Nazioni Unite, per trovare un accordo che riportasse la pace nel Paese dopo gli avvenimenti violenti degli ultimi giorni. 

Alle 22.00, dopo uno spazio di consultazioni private, è stato proclamato dal Coordinatore Residente delle Nazioni Unite, Arnaud Peral, l’ accordo incontrato dalle parti:  Il decreto 883 (abolizione del sussidio sul carburante) è stato dichiarato privo di effetto e le parti si sono impegnate alla stesura di una nuova riforma che tuteli economicamente le categorie vulnerabili e la natura dello Stato plurinazionale ecuadoriano. 

Il presidente della CONAIE (La Confederazione delle Nazionalità Indigene dell’Ecuador), Jaime Vargas, ha invitato le comunità indigene a interrompere lo sciopero. 

Le ferite sono ancora aperte nel Paese, ma dopo l’apertura del dialogo tra le fazioni, si spera in un ritorno alla normalità al più presto per il paese e per tutti noi“.

Ludovico Ruggieri, Casco Bianco FOCSIV, Ecuador

 

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