Dove realmente voglio andare

tobia e matteo

Le settimane qua a Lago Agrio sono passate veloci e intense, soprattutto a gennaio che il flusso migratorio ha ripreso a crescere. Il fine di settimana e’ sempre il momento per riprendersi e riposarsi, ma l’ultimo appena passato sono stato invitato dai colleghi dell’ufficio nella loro “finca” fuori città. Più’ che fuori città però ..era a due ore di cammino dentro la selva, lontano da tutto e tutti. Il rumore della cascata, degli uccelli al tramonto, del fuoco che scalda la zuppa e della pioggia di notte mi hanno fatto riflettere, con calma e da un punto di vista più’ obiettivo, sull’esperienza che si sta per concludere.

Esperienza intensa, forte, costruttiva, sul campo, professionale, faticosa e appagante. Sono le parole che mi salgono alla mente ora che ci penso. Avrò’ modo di scrivere in maniera più’ approfondita le mie sensazione di fine servizio in un altro testo che mi propongo di scrivere a breve, con foto e aneddoti di vita quotidiana della frontiera amazzonica.

Oggi sento di ringraziare per la possibilità’ concessa, che spero di riuscire a far fruttare nel migliore dei modi. Lago Agrio si e’ dimostrato un luogo lontano da tutto, quasi sospeso, pieno di dinamiche diverse in base ai destinatari dei progetti del servizio civile (migranti, campesinos, indigeni) e inevitabilmente anche una grande famiglia. In questo periodo si vive una certa nostalgia per le partenze imminenti e per le belle esperienze vissute insieme. Senza dubbio ci sara’ occasione con i compagni di servizio per ritrovarsi un’altra volta insieme, chissà in quale punto di questo mondo.

Grazie anche per consigli ricevuti, ancora più’ preziosi quando vengono da chi da anni che vede partire ragazzi e ragazze per un anno di esperienza all’estero che, in qualsiasi forma, cambierà’ il loro cammino.

La “fretta di fare” la conosco bene, sempre presente nelle scelte passate e che negli anni cerco di controllare sempre più’. La possibilità’ che mi si presenta nel prossimo futuro in Brasile e quelle che spero mi si presenteranno in seguito avranno, dopo questa esperienza formativa, una scelta e un peso diverso: più’ maturo, lungimirante e direzionato. Lo stacco dal progetto qua a Lago Agrio mi darà anche tempo e lucidità’ per capire dove sta “tirando il vento” e dove realmente voglio andare io.

Per il momento “un arrivederci” e un “a presto”, aspettando che i percorsi si incrocino nuovamente.

Tobia Borelli, Casco Bianco FOCSIV in Ecuador

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