Dopo il Servizio Civile: il Campo Siracusa 3

Il “Campo Siracusa 3: tutto passa solo l’amore resta – Conoscere per capire e creare ponti di integrazione e accoglienza in Italia” promosso dall’ALM di Cittadella (PD) ” si è realizzato dal 4 all’11 agosto 2019.

Io ho preso parte al campo soltanto per 4 giorni (purtroppo).

Al primo impatto, sfogliando le attività del programma, sono rimasta interdetta. Davvero non capivo perché avrei dovuto riflettere sul concetto del tempo, scrivere una canzone o danzare, andare a messa o al mare con gli altri (italiani per nascita e italiani per destinazione, formatori e formati ma tutte persone di buona volontà e di buon cuore). Non capivo nemmeno perché dovessi apparecchiare, sparecchiare la tavola e preparare i pasti, cose che, spesso, non ho piacere a fare nemmeno per me stessa.

Poi ho smesso di pensare e ho cominciato a “fare”, a mettermi in gioco, a vivere e mi sono sentita bene. Davvero. In armonia con gli altri, con l’ambiente, con i miei valori, con il tempo. E ho capito che non c’è nulla di più nutriente, di più autentico, di più umano, di più importante che conoscere, condividere e collaborare.
Dunque come si conosce se non stando insieme (anche quando significa sentire russare i compagni di avventura nei letti accanto al proprio)?
Come si condivide se non incontrandosi a tavola a pranzo e a cena?
Come si collabora se non ci si adopera a un fine comune?

Con la visita alle suore di clausura, l’ascolto delle testimonianze di vita di persone che vengono da lontano e un tuffo nel mare di Siracusa, ho scoperto per davvero che siamo uguali anche se siamo diversi; che siamo fratelli anche se non di sangue; che siamo generosi anche se non ci conosciamo e che ci possiamo fidare l’uno dell’altro perché abbiamo lo stesso sogno: amare ed essere amati.

Come futura analista, credo fortemente nella cura attraverso il dialogo, la relazione, il camminare insieme. E a Siracusa sono guarita. Grazie anche al mio nuovo amico Soualio che mi insegna quanto sia salutare il fare jogging e al mio nuovo amico Boris che mi legge le sue poesie.

Concludo prendendo in prestito le parole del filosofo Michel de Montaigne per dire che il Campo Siracusa 3

“era unirsi profondamente alla gioia che si esplica in quell’eterna azione della vita in cui viviamo, agiamo e siamo”.

E ringrazio tutti per l’accoglienza, l’apertura e la generosità nei miei confronti, una ragazza sconosciuta e pure atea.

Clara Casati, ex Volontaria SC con COE a Saronno, Italia.

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