Domenica mattina. Amazzonia, ciambellone e partitella di pallone

E’ domenica, e mi sono svegliato di buon ora per fare un giro per la città, comprare qualcosa per cena magari .. ma intanto ho voglia di perdermi per le vie di questa unica città amazzonica.

Adoro perdermi per le città , adoro riconoscermi negli odori che sento .. ed è così che mentre passeggio sotto il sole cocente di mezzogiorno, sento un odore che sa di pranzo da nonna..sa di compleanno in famiglia.. sa di ciambellone ! E’ ciambellone !

Ed è esposto in bella vista in quello che sembra essere il salotto di una casetta di un piano, che per oggi pare sia diventata una pasticceria.

Come tirarsi indietro davanti cotanta familiarità?! Impossibile. Così mi avvicino alla signora che è seduta su una sedia e si sventola con un piatto di plastica per il caldo soffocante. E’ bello fermarsi a parlare con la gente che vive qui.

Una bella sorpresa al mio arrivo in questa città è stata la cordialità e la semplicità delle persone. Ovunque mi trovo, appena mi avvicino ed incalzo il commerciante o passante di turno, questo mi chiede da dove vengo, quanto mi trattengo, e cosa sto facendo, e poi la conversazione finisce più o meno sempre così: “Ah.. sì, Roma!”.

La signora, J.P., sulla cinquantina, ha sempre vissuto a Yurimaguas, dove è nata, ed oggi ha deciso di farmi felice con un bel ciambellone di cui prendo due bei pezzi. Mentre esco, sento che ripete il mio nome ad alta voce, ‘Francesco! De Italia!’. Qualcuno dall’interno deve aver riconosciuto il mio accento forestiero..

..proseguo il mio girovagare, sto cercando un punto dove possa allontanarmi un poco dal chiasso dei motokar e la cumbia dei ristorantini .. reclamo la mia ora di selva amazzonica ! e finalmente la trovo .

In fondo la via dove ho appena comprato il mio spuntino, scorgo il maestoso fiume Huallaga, su cui si erge Yurimaguas, che accoglie il Paranapura a braccia aperte, e vedo anche come i due fiumi continuino il loro cammino ormai uniti in una sola cosa.

Da qui si ha  finalmente la percezione di dove mi trovo.. sento intorno a me la foresta, la vedo all’orizzonte, non vedo altro che foresta .. e se ne scorge appena la maestosità..

Mi siedo sul punto più vicino al fiume che trovo. Il paesaggio è veramente bello all’orizzonte, solo che se abbasso lo sguardo vedo spazzatura lasciata a marcire in mezzo alle piante, le bottiglie di plastica soprattutto. Poi sento dei bambini che giocano. Sono usciti da una delle case fatiscenti che danno sul fiume. Quelle case nate dall’urbanizzazione più recente che ha vissuto Yurimaguas, quella risultante dalla fuga dalla miseria. Non un solo mattone, solo tronchi e lamiere per la pioggia sul tetto.

Poi mi concentro di nuovo sui bambini, sono tre ed inseguono tre bottiglie, come fossero altrettante palle da calcio. Probabilmente sono tre fratelli e stanno giocando. Proprio come io giocavo con i miei fratelli la domencia .. mi ricordo di partitelle infinite ed ore che volavano!

.. oggi cercavo un pò di pace ed ho trovato invece una vecchia foto del mio passato .. ora posso anche tornare a casa , sono contento.

 

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