Descubriendo y disfrutando el Perú

Giorno 77/330

Tre sono le caratteristiche che non sono esattamente il punto forte di Lima: il cielo quasi perennemente grigio, la sua grandezza e il traffico con la calca di gente che si affanna a salire su autobus già straripanti. E se per le prime due non c’è nulla da fare, posso dire che per l’ultima sì, le cose sono cambiate: in occasione del Día Mundial de la Bicicleta – per pura casualità, ovviamente -, io e le mie coinquiline ci siamo decise a comprare dei magnifici esemplari a due ruote con cambi a turbomostro. E questo ha subito aggiunto colore al già bellissimo arcobaleno che è la mia vita limeña. Il tragitto casa-lavoro non è più assoggettato a spintoni, posizioni da “appese-come-salami”, clacson e perenni pasaje pasaje o baja baja baja, quanto piuttosto a movimento di gambe, vista oceano, immersione nel verde e  cinguettii.

Si è così aggiunto un altro elemento alla già cospicua lista delle cose che adoro di questa esperienza peruviana. Ora ve le sciorino tutte.

Iniziamo da una delle zone più eccitanti della città, quella in cui vivo. Stile bohémien, a due passi dalla costa, ricco di attività sociali e culturali: Barranco è quel quartiere che facilmente diventa tuo, diventa la tua casa. È qui poi che ho cominciato uno degli sport che ho sempre voluto provare: il surf. E dove mai avrei potuto ricevere un input migliore se non nella patria delle onde protette addirittura da una legge specifica, la Ley de Rompientes[1]?

Deb_surf

Della gente poi ne vogliamo parlare? Super amigable, sempre disponibile a scambiare qualche chiacchiera, qualche sorriso e pronta ad aiutarti non appena ti vede un po’ in difficoltà. Sì, è vero: molto spesso le persone non rispettano gli orari e sembrano “seguire la corrente”. Ma chi ha stabilito che dobbiamo tutti andare a una certa velocità e con orari prestabiliti? Chi ha detto che è il modello schematico europeo-occidentale quello valido?

Ma giungiamo finalmente al cuore di ciò che fa sì che mi svegli la mattina con tanta voglia di fare e che torni a casa la sera soddisfatta della mia giornata: il mio lavoro al CAAAP, Centro Amazónico de Antropología y Aplicación Práctica. Fin dalla prima settimana, partecipando alle riunioni e studiando il materiale fornitomi, i miei pensieri versavano su una costante: “Non posso credere di essere qui. Non posso credere che stiano parlando proprio di questi argomenti, di argomenti che ho sempre reputato appassionanti, interessanti, importanti”. E di cosa si occupa quindi il CAAAP, vi chiederete? Niente di meno che delle popolazioni indigene marginalizzate dell’Amazzonia, collaborando con queste affinché sviluppino le loro capacità di negoziazione e incidenza politica nei conflitti socio-ambientali e contribuendo alla vigilanza dei loro diritti umani e del buon governo ambientale e indigeno. “E io faccio parte di questo meraviglioso mondo?”, continuo a chiedermi tuttora. Ed è proprio così: innanzitutto, collaboro all’interno di alcune piattaforme che a loro volta organizzano due tra gli eventi più importanti della cuenca amazónica, il Foro de la Tierra e il Pre-FOSPA (Foro Social Panamazónico). Inoltre, il direttore del CAAAP e il mio referente hanno incoraggiato e sostenuto la mia idea di una ricerca basata sui temi di territorio, autogoverno e proposte politico-istituzionali alternative, dandomi la possibilità di entrare in contatto e confrontarmi con significative personalità indigene ed esperti/e della materia. La città stessa poi pullula di conferenze e scambi di teorie ed esperienze che arricchiscono ulteriormente questo studio.

Il tutto senza contare che non ho ancora avuto la possibilità di viaggiare ed esplorare quel seducente pezzo di mondo che è la foresta amazzonica. Ma non manca tanto: fra una settimana, questa meravigliosa esperienza del Servizio Civile mi condurrà verso un primo contatto con la selva central, Satipo.

Barranco_murales

[1] Nello specifico, questa legge (ufficialmente norma 27280) protegge le onde del mare peruviano dalla costruzione di moli e altre strutture che modificherebbero questa risorsa naturale in tutta la zona costiera del paese.

Debora, Casco Bianco CPS in Perù, Lima

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