Da Caput Mundi a la Mitad del Mundo: PANIC!

Passo accanto alla sedia di un collega mentre prendo posto nell’aula dedicata alla formazione per l’anno di Servizio Civile a Quito, Ecuador, tra l’infreddolimento per l’inaspettato clima romano un po’ milanese e il cervello ancora annebbiato. Il caffé entra in circolo un po’ lento stamattina, il mio corpo cerca di redistribuire le energie un po’ scombussolate tra la fine del lavoro e il rapido inizio di questa nuova avventura.

Sulla sedia al suo posto, i colori di un quadernetto blu intenso con elastico verde svegliano dal torpore la collezionatrice seriale di carta su cui scrivere che è in me. Spicca in calce scritto in bianco:

TO DO:

-make lists

-look at lists

-PANIC!

In un attimo scatta il sorriso, la mente a tutte le liste pre partenza che attendono i mio ritorno sul tavolo della cucina, e la realizzazione che in questi giorni mentre imparavi i nomi e memorizzavi i volti, le provenienze, le espressioni, gli accenti di quelli che saranno i tuoi compagni di viaggio, il tuo corpo, anzi, soprattutto il tuo stomaco ha iniziato a gestire tante emozioni, tanto diverse fra loro: la curiosità, l’ansia, l’emozione, la paura, la bellezza.

E quel PANIC! con punto esclamativo annesso riassume con perfetta essenzialità la strizza e la spinta che accompagnano queste prime intense giornate di servizio civile.

14 days, 15 hours, 30 minutes, 21 seconds to go.

Do not PANIC!

(YET!)

 

 

 

 

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