Con in valigia niente a parte un frullatore

CON IN VALIGIA NIENTE A PARTE UN FRULLATORE

Vista dalla casa di Ramo
Vista dalla casa di Ramo

Ecuador e Colombia sono spaccate in 2 dalle Ande, a destra c’è l’Amazzonia, a sinistra un’altra foresta ecuatoriale che cade sul Pacifico, quá la gente vive in villaggi che si incontrano risalendo i fiumi o in qualche baia o isola sul mare . Popolazione di origine africana, a parte lo spagnolo, quasi niente in comune con le loro capitali andine . Esmeraldas e Tumaco, 2 provincie attaccate al confine tra Ecuador e Colombia, 2 gemelle, quasi tutto in comune, spesso si scambiano la gente .

In Colombia ci sono due gruppi di guerriglieri, la FARC di sinistra, i paramilitari di destra, stanno nelle zone povere, marginali , Amazzonia e costa .

Tumaco, lontana 2 giorni di viaggio da Bogotá, 12 ore dal suo capoluogo di regione, marginale e povera.

Ramo nasce a Tumaco, ha 50 anni, a 23 anni aveva 5 figli da 5 compagne differenti . Non ci credo .  Non puó avere 50 anni . Ha il fisico di un trentenne, e ogni volta che facciamo visita a un paziente gli racconta sempre una storia diversa della sua vita  . E poi non dice ‘’ un giorno mi é capitato… una volta ho visto…“ .  Parla sempre di anni ´´ Io sono stato proprietario di un ristorante per 10 anni… ho fatto il promotore per 7 anni… sono stato presidente di questa associazione per 5 anni ‘’, non puó averne meno di 60 per aver fatto tutte queste cose.

Ramo è di Tumaco, é buono come il pane, e questo é male a Tumaco, perché Ramo fa amicizia anche con i muri, ma se a Tumaco hai tanti amici, o troppi, ne hai sia della Farc che dei paramilitari, e questo é male, malissimo . Ramo é scappato da Tumaco 5 anni fa, e 4 anni fa é scappato da Cali . Non penso sia scappato per evitare di essere ucciso, forse é scappato per non far uccidere qualcuno, comunque queste, sono cose che noi non capiremo mai .

É venuto in Ecuador con sua moglie, nient’altro, non un centesimo, non un conoscente, non una certezza, solo sua moglie, e un frullatore, questa del frullatore la racconta con un orgoglio che neanche l’Italia con la Gioconda . Diceva ‘’ se mi va male, ma male male, allora compro un pó di frutta e mi metto a fare succhi in strada “ (mai sembrata un’idea geniale, la frutta é relativamente cara e ti serve una presa elettrica) . Si vanta di non essere arrivato mai fino a quel punto, ma il frullatore lo tiene ancora.

Ha iniziato vendendo biglietti della lotteria per strada, tipo gli africani che vendono braccialetti in spiaggia per intenderci ( a livello sociale è meglio vendere biglietti della lotteria che succhi di frutta ?? Mai capita sta roba), ha guadagnato un centesimo alla volta e dopo 2 mesi é riuscito ad affittare una casa (leggi baracca)… dove abbia dormito i primi 2 mesi .. sono cose che non capiremo mia . Al terzo mese ha conosciuto OVCI, la nostra ssociazione che lavora con i disabili , e si é reso disponibile a fare volontariato, sopratutto nel suo quartiere e in quelli vicini, gli é sempre piaciuto lavorare molto sulla sfera sociale delle persone che visitavamo, a risolvere i problemi pratici della vita quotidiana, costruire una rampa per una sedia a rotelle, aiutare con le licenze per aprire un negozio, portare un medico a casa dell’anziano che vive solo,  ma mai voluto lavorare davvero con noi, probabilmente estremamente intimorito dal giorno settimanale d’ufficio in cui bisogna compilare le cartelle cliniche.

Dopo un anno si é riuscito ad aprire un negozietto di alimentari .

Con il duro lavoro, e sacrifici, adesso la sua situazione economica é migliorata, e mai ha rinunciato a fare volontariato per OVCI.

Adesso Ramo ha cambiato casa (4 pareti, 2 materassi, 1 cucina a gas) , vive con la moglie la figlia e la nipotina . Il suo negozio va bene, ha sempre brillanti idee di vendita, ha fatto un corso di economia ed ha aperto una cooperativa con gli altri venditori del quartiere, il suo obiettivo é aprire una catena di negozi alimentari, 10 negozi nei prossimi 4 anni é il suo obiettivo.

Quest’anno Omar ha deciso di lavorare per no i. 8 ore al giorno . Che si sommano alle altre 8 in cui lavora nel suo negozi . Ieri mi ha detto con serenitá che l’anno prossimo non lavorerá piú con noi e fará solo volontariato qualche volta . Primo perché lavorando in negozio guadagna un 30% in piú, secondo perché 4 anni volano, e deve iniziare ad aprire la catena . Gli ho detto grazie per quello che ha fatto quest’anno e che la sua scelta é logica e comprensibile.

Ma in veritá io mi sento estremamente ridicolo quando lo ringrazio, perché io non mi sento il diritto di dirgli grazie, ogni volta che sto vicino a lui mi umilia, ma non nel senso che mi offende , ma proprio che mi rende umile, mi sento proprio umile, sento che sono affianco a qualcuno piú grande di me, piú persona di me, piú di me .

Lo penso perché RAMO, quando é arrivato, 4 anni fa, aveva una moglie e un frullatore, nella cittá piú povera dell’Ecuador, dove la gente come lui non riesce mai, mai a tirar fuori qualcosa di buono, e adesso ha una casa, un negozio, un lavoro di volontariato , 3 persone da mantenere, chissá quanti altri progetti e associazioni dove é involucrato in qualche modo .

Ma la cosa che rende Omar un uomo straordinario, un uomo come io non ne ho mai visti altri , davvero, sono le sue ambizioni, allucinanti, impossibili, impensabili .

Quando io incontro quest’uomo, e mi racconta i suoi progetti, gli vorrei dire “ ma ti sei accorto che vivi nel quartiere piu’ povero e malfamato della cittá, dove ti hanno rubato il telefono il primo giorno che sei arrivato, dove rapine e violenze non si contano in un anno ma in un kilometro, e fino a qualche anno fa anche gli omicidi, dove le strade sono fango e polvere e i bambini nudi fanno il bagno in piscine di acqua di fogna dove la gente butta l’immondizia ? Ti sei accorto che vivi in una casa che non ha le porte e le finestre, che la mattina hai gli scaraggi sul letto, che non hai la doccia e ti lavi con i secchi ? Ti sei accorto che hai 3 persone da mantenere e non hai neanche un cuscino dove mettere sotto i centesimi che riesci a risparmiare in un giorno ? Sei proprio sicuro di voler avere l’ambizione di aprire una catena di negozi ? Sicuro che non vuoi bere, come fanno tanti ,  e dimenticare i 1000 problemi che hai ogni giorno prima ancora che a me suoni la sveglia? Perché fidati, ti capirei benissimo . Sei sicuro che non vuoi spacciare cocaina che fai gli stessi soldi lavorando  15 ore in meno al giorno ? Ti capirei . Sei sicuro che non vuoi iniziare a essere finalmente egoista e smetterla di aiutare gli altri, perché tu sei quello che ha piú bisogno di tutti, che tu te lo meriti, e che gli altri mai al tuo posto aiuterebbero qualcuno ? Ti direi che faresti bene”.

Omar é un sognatore . Non sogna la pace nel mondo , ne la fine delle ingiustizie , ne un mondo migliore per i disabili .

Queste cose le pensa chi ha tempo, chi non ha bisogno di pensare in quale piazza puó vendere piú biglietti, per comprare una libbra di pollo in piú da portare a casa per cena, assieme al solito riso.

Omar é un sognatore, prima non sapevo neanche cosa volesse dire.

Porta la pace , pone fine alle ingiustizie , sta facendo del suo quartiere di Esmeraldas un posto migliore per le persone disabili . Non ha mai parlato, ne probabilmente pensato, a queste cose come ideali.

E´un sognatore, non pensa che ogni persona in carrozzina dovrebbe avere una rampa per uscire di casa, non lo pensa, vede una persona in carrozzina, va dal muratore e gli chiede di costruire la rampa.

La sua vita é un sogno . In un sogno non sai di essere in un sogno . Altrimenti non faresti le cose che fai, impensabili, impossibili.

Ringrazio Dio per avermelo fatto incontrare nel mio cammino, rimarrá uno dei piú grandi esempi della mia vita.

Ha 23 anni, con i 5 figli, Ramo faceva il promotore di salute, andava nelle case delle persone a dare assistenza sanitaria di base. Andava da tutti quelli che avevano bisogno, e poco gli importava se erano della FARC o paramilitari. A questi ultimi, invece, sí. E un paramilitare gli ha sparato perché visitava uno della FARC. Da quel giorno Ramo, é un paraplegico in sedia a rotelle.

Simone Zanatta

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