UN FIORE VIOLA

bimboIncredibile, è passato più di un mese, ma l’organizzazione delle attività e realizzarle fa trascorrere  il tempo velocemente.

La vita ci offre mille occasioni per regalarci un mondo nuovo. Io ho colto in questa un modo per affrontare situazioni che probabilmente non vivrei mai. Conoscere i bambini e instaurare nei loro cuori e nelle loro menti un ricordo indelebile.

Manu: un ragazzo speciale, che incontriamo normalmente il mercoledì al Parco Padurea Ceala di Arad, cosiddetta Foresta, all’apparenza sembra un uomo. Quando l’ho salutato il primo giorno sembrava fiero di se lì nella sua casa alle prese con la pittura delle pareti della sua abitazione, ma incontrandolo nei successivi due mercoledì ho percepito un semplice ragazzo che ha bisogno di stare in compagnia e di divertirsi come dovrebbe fare un ragazzo della sua età. Quest’ultimo aspetto è qualcosa che accomuna tutti i bambini e i ragazzi di Vis de Copil.

Minnie e Topolino, Paperino, Biancaneve e uno dei Nani, La Bella e la Bestia, il Castello: ecco i personaggi delle Storie per Bambini, e non solo, anche per adulti, che si prestano alla nostra vista sul muro all’ingresso della scuola Curcubeul Copiilordove abbiamo trascorso questo primo periodo di Servizio Civile qui ad Arad.

Tudor, Serban, Andrei, i nomi dei bambini che ho conosciuto questa settimana. Quest’ultimo è un bambino speciale e l’ho capito martedì. A volte basta seguire più da vicino una persona, in questo caso un bambino, per avere contezza di come un esserino come Andrei possa fare tenerezza anche solo facendoti uno sguardo e abbracciandoti forte anche se un momento prima gli avevi proibito qualcosa che poteva essere pericoloso per lui.

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Che bella la giornata di Lunedì. Alin con le sue manine ha preso delicatamente “un fiore viola” e me lo ha donato; è stato un gesto magnifico da parte di un bambino che ti dice allungando la sua mano “o floare

Mattei,  giocava col polline, cercando di prendere con pazienza e curiosità quel batuffolo beige leggero e svolazzante.

Ecco che un’altra settimana è giunta al termine.

La settimana della Flora e della Fauna. Giorni dedicati alla scoperta attraverso le mani, il respiro, l’osservazione attenta e scrupolosa. Ebbene, queste ultime parole rispecchiano un po’ quello che ho cercato di fare in questo periodo, ovvero tendere ad una conoscenza più approfondita della Scuola Kindergarten. Vedere un bambino che tocca con mano e ride mentre raccoglie dal terreno umido un vermicello è  stato un ottimo spunto per riflettere sulla spontaneità dei bambini.

Martedì ho assistito alla magia della condivisione. I bambini delle due classi unite in un solo grande gruppo che hanno condiviso giochi e spazi di gioco. Lavorare tutti insieme per dare vita ad un albero disegnato su un cartellone. Chi cercava le foglie, chi gli aghi degli alberi, qualche pugnetto di sabbia, piccoli rami e pezzi di corteccia, foglie gialle, fiori viola e bianchi, “et voilà” un albero fantastico. Un’opera realizzata dai bimbi è sempre un’opera d’arte.

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Alin, premio alla partecipazione, premio all’entusiasmo, premio alla velocità. Ognuno a proprio modo ha espresso curiosità e voglia di ricerca nella Caccia al Tesoro, e io aggiungerei “caccia a pezzi di natura”.

Chi con la fretta, chi con tutta calma provvedeva a predisporre a noi volontari tutto l’occorrente per riempire gli spazi vuoti dell’albero. Un semplice contorno che nel giro di pochi minuti non presentava alcuno spazio bianco; e ciò a dimostrazione di quanto sia piaciuta l’attività che noi volontari abbiamo organizzato per loro.

Due giorni memorabili  hanno contrassegnato questa settimana. Noi volontari del progetto Give in Romania li abbiamo trascorsi “toate impreuna” in uno spazio d’Europa diverso dall’Arad che stiamo imparando a conoscere. Con i nostri bagagli, con uno zaino in spalla, con la nostra curiosità, voglia di sapere, siamo giunti a Berzasca. Un posto meraviglioso di pochi abitanti ai confini con la Serbia. I bambini del posto ci aspettavano. Abbiamo indossato le nostre magliette (share to change_GIVE). Una squadra di volontari distinti dagli altri con le magliette bianche con su scritto i propri nomi. I bambini affettuosi, in modo a volte incomprensibile, ci abbracciavano e ci chiamavano già per nome. E’ stata un’ottima idea aver scritto sulla nostra t-shirt il nostro nome.

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Ma ricordare qualche loro nome si che è stata una vittoria. Andrei, Andreea, Mihai, Florin. Il gioco del “Filo di lana” ha permesso a noi e a loro di stringere i primi contatti. Il nome, l’età e che cosa ci piace, questi sono stati gli incentivi per raccontare qualcosa di noi.

Tamburul.  Che bello poter dire che le nostre voci, le parole e i gesti ballerini hanno realizzato uno spettacolo musicale lì in quella piccola piazza di Berzasca. Si sono divertiti. Andreea rideva tanto quando vedeva i suoi amici trasformarsi in strumenti musicali canterini e camminare verso il centro del cerchio umano.

Ed eccola Berzasca alle ore del giorno che si è prestata nella sua semplicità ai nostri occhi. Una semplicità che poi si è trasformata in bellezza naturale, è bastato solo fare qualche kilometro per vederla. La vista del paesello da un alto punto del villaggio. Villaggio si, è di questo che si tratta. Qui la gente si conosce come se fosse una grande famiglia; e in questo ci ho visto molto del mio paese, Castelfranco in Miscano. Una similitudine che ha trovato riscontro nella festicciola serale che ha radunato i compaesani. Lì tutti in cerchio. Un cerchio ballerino a cui io stessa ho partecipato. Ho imparato una danza serba.

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E pian piano è terminata la settimana dedicata alla flora e alla fauna. Le ore mattutine dell’ultimo giorno, prima della chiusura estiva del “Curcubeul  Copiilor”, sono state un modo per dare forma attraverso le sagome delle loro manine, disegnate su dei cartoncini tutti colorati, a degli alberi stilizzati. Il braccio il tronco, le dita i rami e le foglie venivano incollate dai bimbi alle estremità delle dita. Insomma ancora delle opere d’arte imputate a degli artisti famosi, famosi per la loro voglia di curiosare. I bambini del Kindergarten.

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A PURPLE FLOWER

Incredible, it’s been already over one month, the organization of the activities and their implementationlet pass the time very fast.Life offers us so many opportunities to gift us a new world. I took this chance as a way to deal with situations that probably I’ve wouldn’t never live. Knowing the children and establishing in their hearts and minds an unforgettable memory.

Manu, a special kid, whom we normally meet on Wednesday at the Park “PadureaCeala” of Arad, the so-called Forest, appears to be a man. When I met him the first day he seemed really proud of himself, in his home, while painting the walls.Meeting him in the next two Wednesday I could feel him like just a simple kid who needs to stay with friends and have fun as every kid of his age should have. This feeling is something that is common to all the children, and especially the children from the centre “Vis de Copil”.

Minnie and Mickey Mouse, Donald Duck, Snow White and one of the Dwarfs, Beauty and the Beast, the castle: here are the characters of stories for children, and not only them, that we first “met” on the wall at the entrance of the school Curcubeul Copiilorwhere we spent this first period of the Civil Service here in Arad.

Tudor, Şerban and Andrei are the name of some kids I met this week. This last one is a special child, I realized on Tuesday. Sometimes you just have to get closer to a person, a child in this case, to fully understand how a little human being like Andrei can be nice, even looking at you although a moment before had forbidden to himto do something that may be dangerous.

What a beautiful day on Monday. Alin with his hands gently took “a purple flower” and gave it to me. It was a magnificent gesture by a child who, extending his hand, just said to me “o floare”.Matei was playinga lot trying to catch some pollen ball, with patience and curiosity, that light beige cotton flied away.

Here’s another week that has come to an end.

This was the week of” Flora and Fauna”. We had some days dedicated to the discovery, through the hands, the breath, the careful and scrupulous observation. These words also reflect what I tried to do in this period, or trying to, tending to a better understanding of the Kindergarten “world”. Seeing a child touching with hands a worm from the ground and laughing while doing it, was a great opportunity to thought about children’s spontaneity.

Tuesday I witnessed the magic of sharing. The children of the two classes together in one big group who shared spaces and toys. All working together to give life to a tree drawn on a poster. Some of themlooking for the leaves, some other the needles of the trees, others collecting handful of sand, small branches and pieces of wood, yellow leaves, purple and white flowers. Et voilà, a fantastic tree is made. Every craft made by children is always a piece of art.

Alin also got a prize for participation, enthusiasm and his speed. Each of them in their own way expressed curiosity and desire to “hunt for the treasure”.”Hunting pieces of nature” I would say.Those in a hurry, those calm, every one of them gave us all we need to fill in the blanks of the tree we drew for them. A simple outline that in a few minutes did not show any white space. This demonstrates how they liked the activitythe volunteers have organized for them.

Two memorable days also have marked this week.

Us volunteers of the Give project in Romania we have them passed “toti impreuna” in a different space from Europe, from the Arad we know. With our luggage, with backpack, with our curiosity, desire to know, we went to Berzasca. A wonderful place with few inhabitants on the border with Serbia. The local children were waiting for us. We wore our project t-shirts. A team of volunteers distinguished from others, with their white T-shirts with their own names on it. The love of the kids, sometimes almost incomprehensible, embraced us and called us by name. It was a good idea to have written our name.

But remember all their name it was a real victory. Andrei, Andreea, Mihai, Florin. The “wool thread game” allowed us and them to get in touch. The name, the age and what we like, were all the incentives to tell us something.

Tamburul. Is so nice to say that with our voices, words and gestures and dancers, we have created a musical show there in that little square in Berzasca. They had a lot of fun. Andreea laughed so much when she saw her friends turning into musical instruments singing and walking towards the centre of the human circle.

And here it is Berzasca, showing its simplicity to our eyes. A simplicity which then became natural beauty. You just need to travel some kilometers to see it. The view of the village from a high point is simply beautiful. Village, that’s what it is. Here people you know are like a big family; and in this I have seen in it a lot from my town, Castelfranco in Miscano. A similarity strongly reflected in the party that gathered all the villagers in the evening. There were all, dancing in a circle. A dancing circle in which I participated myself. I even learned a Serbian dance!

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And slowly also the week dedicated to the flora and fauna ended. The morning hours of the last day before the summer break of the “Curcubeul Copiilor” were used to make a last craft with the kids, using their hands to draw on coloured card stylized trees. The arm were the trunks, fingers the branches and the leaves were pasted by the children at the ends of the fingers. In short, more piece of art for this famous artists.Famous for their curiosity. The children of the Kindergarten.

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UN FIORE VIOLA

Incredibile, è passato più di un mese, ma l’organizzazione delle attività e realizzarle fa trascorrere  il tempo velocemente.

La vita ci offre mille occasioni per regalarci un mondo nuovo. Io ho coltonin questa un modo per affrontare situazioni che probabilmente non vivrei mai. Conoscere i bambini e instaurare nei loro cuori e nelle loro menti un ricordo indelebile.

Manu: un ragazzo speciale, che incontriamo normalmente il mercoledì al Parco Padurea Ceala di Arad, cosiddetta Foresta, all’apparenza sembra un uomo. Quando l’ho salutato il primo giorno sembrava fiero di se lì nella sua casa alle prese con la pittura delle pareti della sua abitazione, ma incontrandolo nei successivi due mercoledì ho percepito un semplice ragazzo che ha bisogno di stare in compagnia e di divertirsi come dovrebbe fare un ragazzo della sua età. Quest’ultimo aspetto è qualcosa che accomuna tutti i bambini e i ragazzi di Vis de Copil.

Minnie e Topolino, Paperino, Biancaneve e uno dei Nani, La Bella e la Bestia, il Castello: ecco i personaggi delle Storie per Bambini, e non solo, anche per adulti, che si prestano alla nostra vista sul muro all’ingresso della scuola Curcubeul Copiilordove abbiamo trascorso questo primo periodo di Servizio Civile qui ad Arad.

Tudor, Serban, Andrei, i nomi dei bambini che ho conosciuto questa settimana. Quest’ultimo è un bambino speciale e l’ho capito martedì. A volte basta seguire più da vicino una persona, in questo caso un bambino, per avere contezza di come un esserino come Andrei possa fare tenerezza anche solo facendoti uno sguardo e abbracciandoti forte anche se un momento prima gli avevi proibito qualcosa che poteva essere pericoloso per lui.

Che bella la giornata di Lunedì. Alin con le sue manine ha preso delicatamente “un fiore viola” e me lo ha donato; è stato un gesto magnifico da parte di un bambino che ti dice allungando la sua mano “o floare

Mattei,  giocava col polline, cercando di prenderecon pazienza e curiosità quel batuffolo beige leggero e svolazzante.

Ecco che un’altra settimana è giunta al termine.

La settimana della Flora e della Fauna. Giorni dedicati alla scoperta attraverso le mani, il respiro, l’osservazione attenta e scrupolosa. Ebbene, queste ultime parole rispecchiano un po’ quello che ho cercato di fare in questo periodo, ovvero tendere ad una conoscenza più approfondita della Scuola Kindergarten. Vedere un bambino che tocca con mano e ride mentre raccoglie dal terreno umido un vermicello è  stato un ottimo spunto per riflettere sulla spontaneità dei bambini.

Martedì ho assistito alla magia della condivisione. I bambini delle due classi unite in un solo grande gruppo che hanno condiviso giochi e spazi di gioco. Lavorare tutti insieme per dare vita ad un albero disegnato su un cartellone. Chi cercava le foglie, chi gli aghi degli alberi, qualche pugnetto di sabbia, piccoli rami e pezzi di corteccia, foglie gialle, fiori viola e bianchi, “et voilà” un albero fantastico. Un’opera realizzata dai bimbi è sempre un’opera d’arte.

Alin, premio alla partecipazione, premio all’entusiasmo, premio alla velocità. Ognuno a proprio modo ha espresso curiosità e voglia di ricerca nella Caccia al Tesoro, e io aggiungerei “caccia a pezzi di natura”.

Chi con la fretta, chi con tutta calma provvedeva a predisporre a noi volontari tutto l’occorrente per riempire gli spazi vuoti dell’albero. Un semplice contorno che nel giro di pochi minuti non presentava alcuno spazio bianco; e ciò a dimostrazione di quanto sia piaciuta l’attività che noi volontari abbiamo organizzato per loro.

Due giorni memorabili  hanno contrassegnato questa settimana. Noi volontari del progetto Give in Romania li abbiamo trascorsi “toate impreuna” in uno spazio d’Europa diverso dall’Arad che stiamo imparando a conoscere. Con i nostri bagagli, con uno zaino in spalla, con la nostra curiosità, voglia di sapere, siamo giunti a Berzasca. Un posto meraviglioso di pochi abitanti ai confini con la Serbia. I bambini del posto ci aspettavano. Abbiamo indossato le nostre magliette (share to change_GIVE). Una squadra di volontari distinti dagli altri con le magliette bianche con su scritto i propri nomi. I bambini affettuosi, in modo a volte incomprensibile, ci abbracciavano e ci chiamavano già per nome. E’ stata un’ottima idea aver scritto sulla nostra t-shirt il nostro nome.

Ma ricordare qualche loro nome si che è stata una vittoria. Andrei, Andreea, Mihai, Florin. Il gioco del “Filo di lana” ha permesso a noi e a loro di stringere i primi contatti. Il nome, l’età e che cosa ci piace, questi sono stati gli incentivi per raccontare qualcosa di noi.

Tamburul.  Che bello poter dire che le nostre voci, le parole e i gesti ballerini hanno realizzato uno spettacolo musicale lì in quella piccola piazza di Berzasca. Si sono divertiti. Andreea rideva tanto quando vedeva i suoi amici trasformarsi in strumenti musicali canterini e camminare verso il centro del cerchio umano.

Ed eccola Berzasca alle ore del giorno che si è prestata nella sua semplicità ai nostri occhi. Una semplicità che poi si è trasformata in bellezza naturale, è bastato solo fare qualche kilometro per vederla. La vista del paesello da un alto punto del villaggio. Villaggio si, è di questo che si tratta. Qui la gente si conosce come se fosse una grande famiglia; e in questo ci ho visto molto del mio paese, Castelfranco in Miscano. Una similitudine che ha trovato riscontro nella festicciola serale che ha radunato i compaesani. Lì tutti in cerchio. Un cerchio ballerino a cui io stessa ho partecipato. Ho imparato una danza serba.

E pian piano è terminata la settimana dedicata alla flora e alla fauna. Le ore mattutine dell’ultimo giorno, prima della chiusura estiva del “Curcubeul  Copiilor”, sono state un modo per dare forma attraverso le sagome delle loro manine, disegnate su dei cartoncini tutti colorati, a degli alberi stilizzati. Il braccio il tronco, le dita i rami e le foglie venivano incollate dai bimbi alle estremità delle dita. Insomma ancora delle opere d’arte imputate a degli artisti famosi, famosi per la loro voglia di curiosare. I bambini del Kindergarten.

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