9 mesi di Perù

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Son passati ormai ben nove mesi dall’approdo in questa terra così lontana, così diversa come ritmi, emozioni, pensieri e modo di vivere. Ricordo ancora il timore presente in me all’inizio di quest’avventura, i tanti punti interrogativi, le tante insicurezze e paure, il non sentirsi all’altezza di un’occasione unica e importante come questa.
Beh ora, con un grande sospiro di sollievo, posso dire che di queste paure iniziali fortunatamente non c’è più nemmeno una traccia: la vita scorre veloce e serena, senza troppe preoccupazioni e con progetti e speranze che ogni giorno si fanno più grandi.

La vita della Sierra mi sta insegnando tanto a riflettere e gustarmi il momento, il luogo, la conversazione, il cielo e le sue magiche cime innevate.

Qui le giornate ti riservano sempre qualcosa di nuovo e inaspettato, da un contrattempo, una visita, una richiesta, un malfunzionamento; ma tutto fa parte di un grande gioco, di pazienza, desiderio e positività, avendo sempre ben presente che, in un modo o nell’altro, tutto si risolverà, si aggiusterà e ogni cosa continuerà a fluire ancor meglio di prima.

Questa casa e questa parrocchia sono un piccolo “ombelico del mondo”, dove tantissime persone passano, chiedono, prendono, lasciano, vanno e ritornano. A parte il mal di testa iniziale nell’inquadrare un po’ individui e situazioni, ora questo via vai è quello che rende speciale e mai banale questo posto. Le storie e i bisogni che si intrecciano, prendono forma e si risolvono, i sorrisi e le strette di mano che si scambiano, i carichi pesanti che sulle spalle si trasportano. Il calore che questa casa è in grado di farti sentire è un qualcosa di unico, sempre pronta a farti trovare un caffè da condividere o una chiacchiera da scambiare.

Qui ho imparato che tu puoi essere chi vuoi, se solo hai la capacità e la voglia di credere in quello che stai facendo e cercare il supporto delle altre persone che ti circondano. Qui ho imparato che le idee valgono tantissimo, ma i fatti ancora di più. Qui ho imparato che ascoltare le necessità delle persone è fondamentale per muovere i giusti passi della tua giornata e del tuo cammino. Qui ho imparato a farmi volere bene per davvero, per quello che quotidianamente faccio, non per quello che sono o credo e credevo di essere.

Penso che quest’anno di Servizio Civile sia stata una benedizione per me, per tornare a sentirmi vivo e orgoglioso di quello che sto facendo nella e della mia vita, per sentirmi veramente e finalmente libero di viverla in maniera piena e vera, senza dover interpretare una parte o far credere alle persone che sono contento di quello che sto facendo e di come sto vivendo.

Il Perù, con tutte le sue difficoltà, contraddizioni, ritardi e lentezze, mi ha fatto riassaporare il tempo libero e la libertà in una maniera che forse avevo in parte dimenticato; mi ha permesso di mettermi davanti a domande e problemi enormi, di difficile interpretazione e risposta ma, d’altro canto, mi ci ha messo davanti lasciandomi il tempo di riflettere, senza pressioni o scadenze, senza manipolazioni o pressioni esterne. Mi ha dato il tempo di fare spazio dentro di me, di ascoltarmi e di cercare di capire dove io voglia andare.

Tutto ciò, ovviamente, fa di me una persona ancora totalmente inconsapevole del suo futuro e delle sue prossime scelte… ma serena! Una persona aperta ad ogni opportunità, e curiosa di scoprire dove lo porterà questo fantastico sentiero.

Gracias montañas y gracias Perù

Edoardo Presti – SCN in Perù con IBO Italia

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